Poesia (Scrittura)

Se vostro figlio vuole fare lo scrittore o il poeta sconsigliatelo fermamente. Se continua minacciatelo di diseredarlo. Oltre queste prove, se resiste, cominciate a ringraziare Dio di avervi dato un figlio ispirato, diverso dagli altri.

Maria Grazia Deledda

Qui trovi raccolte alcune delle mie poesie, sono solo anteprime, ma clicca sul titolo e troverai il testo completo. Oppure clicca qui per leggere una poesia a caso.

  • Un racconto, o una poesia, a caso.
    by Stefano Giolo on 30 Luglio 2019 at 13:40

    Ritorno al futuro

    Questo blog esiste ormai da un tempo lunghissimo, per i tempi della tecnologia almeno. In una forma o nell’altra il primo articolo è del 19 maggio 2006. Doveva essere un blog corale ma alla fine nel tempo si è trasformato nel mio. Da allora ho scritto molto, prevalentemente credo di aver scritto delle mie polemipolitiche, ma ci sono moltissimi racconti e poesie. Ci pensavo oggi, quanti racconti o poesie sono andati perduti, nascosti, finiti nel dimenticatoio?
    Ho deciso di fare un “servizio” per me, o per te che mi leggi. Due nuove pagine quella per leggere un racconto a caso, e quella per leggere una poesia a caso.
    Un po’ un ritorno al futuro, o al passato.
    Un piccolo viaggio nel tempo. Se ti va di affrontarlo non devi fare altro che cliccare qui per un raccont, e qui per una poesia.

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  • L’ultima volta che scrivo
    by Stefano Giolo on 21 Agosto 2018 at 21:32

    Non scriverò più.
    Mai più.
    Non perché non lo desideri
    o perché sia stanco di farlo.
    Non perché non ne sentirò più il bisogno.

    Non scriverò più perché mai più avrò idee come ne ho avute fino ad oggi,
    perché ho già scritto tutto,
    detto,
    discusso,
    perché non c’è più nulla di nuovo,
    perché non c’è più nulla.

    Non scriverò mai più,
    come ogni volta,
    come ogni volta tra l’ultima e la successiva,
    come ogni volta che finisco qualcosa,
    prima di iniziarne un’altra.

    Non scriverò più.



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  • Attendo
    by Stefano Giolo on 13 Agosto 2018 at 15:30

    Resto qui,
    sulla riva del tempo.
    Lo osservo scorrere.

    A volte lento
    come come la sabbia
    erosa dal vento
    dalla cima di un monte.

    Altre veloce,
    come un incedere di fiera.

    Resto qui e lo osservo.
    Scorre davanti a me
    mentre attendo il mio cadavere passare.

    Resto qui e aspetto di saltarci sopra,
    nuovo battello a proteggermi dall’annegare.

     

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  • I bei tempi andati
    by Stefano Giolo on 20 Luglio 2018 at 14:55

    Ricorda che saranno questi
    i bei tempi andati,
    non la ricerca di un futuro irrealizzabile,
    non amare un passato ideale
    non sacrificare giorni per un forse.

    Ricorda che saranno questi
    i bei tempi andati,

    quando tra qualche anno ti guarderai indietro,
    quando dovrai fare i conti con quello che è stato,
    quando non potrai più avere un futuro davanti

    Ricorda che saranno questi
    i bei tempi andati
    e vanno vissuti come tali,
    ogni istante,
    ogni istante.

    Ricorda
    che saranno questi
    i bei tempi andati

    Liberamente ispirato a “Vecchi” di Giorgieness



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  • L’ombra davanti
    by Stefano Giolo on 22 Giugno 2018 at 17:40

    C’è qualcosa in più dell’ombra lunga che si trova davanti a te al mattino
    o di quella che si trova alle tue spalle man mano che il sole tende all’orizzonte.

    E non importa a che punto della volta celeste sia il sole
    -tanto non lo saprai che all’ultimo-
    fai che sia sempre alle tue spalle,
    e se sarà alto in cielo fermati e guardati dentro.

    Sia l’esperienza a prendere e l’esperienza a creare.

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  • Urlo
    by Stefano Giolo on 23 Maggio 2018 at 13:02

    Urlo

    Non è per loro che scrivo,
    non è per loro che suono,
    non è per loro che sento il bisogno di esprimermi

    talvolta in modo sgraziato
    o ricercato
    o dolce
    o nella rabbia di versi inumani.

    Non è per qualcuno, che creo, ma contro.
    Contro di te.
    Contro le tue ostruzioni.
    Contro le tue ostinazioni.

    È la mia libertà.
    Ciò che ti sfugge e mi identifica,
    ciò che non puoi apprezzare.
    È la mia libertà.

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  • La vita è fiume
    by Stefano Giolo on 11 Marzo 2018 at 22:34

    La vita è fiume.
    Diramazioni continue,
    salti, gorghi voluttuosi in rivoli di cascate.
    Imprevedibili.

    Voltati e non c’è uno ieri, voltati e non c’è un domani.
    salti, gorghi voluttuosi in rivoli di cascate.
    Imprevedibili.
    La vita è fiume.

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  • Abbracciami
    by Stefano Giolo on 17 Gennaio 2018 at 02:03

    Non puoi comprenderlo,
    né io pretenderlo.
    Non puoi comprendere cosa ruota dentro talvolta.

    Il ricordo di ciò che non ho fatto,
    che ho avuto il coraggio di non fare
    che ho avuto il terrore di fare.
    Ciò che non ho fatto.

    Non puoi comprenderlo,
    né io lo pretendo.

    Abbracciami nel silenzio e niente altro.

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  • Silenzio.
    by Stefano Giolo on 16 Gennaio 2018 at 19:56

    È del silenzio che anelo la presenza,
    talvolta.
    Non di questa musica ripetitiva,
    altalenante,
    precaria musica.

    Anelo il silenzio.
    Un abbraccio e il silenzio e niente altro.

    Il silenzio.

    Il silenzio.

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  • La rabbia di un tempo
    by Stefano Giolo on 21 Ottobre 2017 at 11:38

    Cerco in me la rabbia di un tempo
    quella che mi strappava parole.

    Ma ci sei tu. Ne assorbi ogni lembo
    in modi che nessuno saprebbe immaginare.

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  • Le cose che iniziano
    by Stefano Giolo on 6 Ottobre 2017 at 14:16

    Era quel suono.
    Ma non solo quel suono.

    Il rumore delle foglie gialle e rosse
    calpestate dai miei scarponi da montagna,
    e quell’odore così forte di sottobosco e pioggia.
    I silenzi e il fiato grosso, il cuore.

    Era tutto questo e altro:
    la grandine in testa che faceva sorridere
    il cielo, le nubi
    ma soprattutto era che se mi fermavo quel suono continuava,
    il calpestio di scarponi sulle foglie rosse e gialle d’autunno
    e quel pronome personale che hai iniziato ad usare all’improvviso come se fosse normale

    Non era più io ma noi,
    come se fosse normale.
    E c’è ancora quel suono:
    foglie gialle e rosse
    calpestate dai nostri scarponi,
    sulla montagna,
    sulla strada.

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  • La paura e il desiderio
    by Stefano Giolo on 3 Ottobre 2017 at 14:59

    È la paura di accelerare che conta, e il desiderio.
    Essere qui, quando so che dovrei andare.
    Quell’istante che non può durare per sempre tra il prima e il dopo.
    Quando sei dietro al palco e stai per salire e respiri il momento,
    quando il giudice ha detto “Ai vostri posti” e deve ancora pronunciare “Pronti”
    quando ogni muscolo si blocca e il tempo rallenta.
    È la paura di accelerare che conta, e il desiderio del poi.
    È il desiderio del poi.

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  • Sogno lucido
    by Stefano Giolo on 2 Ottobre 2017 at 15:36

    Io non ero lì.
    Il mio sé era altrove, in un mondo lontano da me.

    Ho aperto gli occhi
    -hai risposto a una domanda-
    e occhi azzurri di fronte a me mi stavano osservando
    -forse ho parlato nel sonno?-

    Erano lì, ero lì io, eri lì tu,
    allo stesso punto della strada.
    Non ho avuto paura.

    Non

    ho

    avuto

    paura.

    Ora ti sto sognando ogni giorno.
    E poi la notte, mentre dormo, mi ritorni in mente.

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  • Perché ho smesso di scrivere poesie
    by Stefano Giolo on 5 Settembre 2017 at 16:12

    Scrivevo molta più poesia un tempo.
    Ho scritto sempre molto, ricordo il primo racconto che ho scritto era qualcosa come il 1990. avevo otto anni, forse nove. Raccontava di un viaggio nello spazio in cui io, nel 2017 andavo su Marte e incontravo una popolazione aliena, ma non era fantascienza, utilizzava il cliché inizio novecentesco della perdita di sensi momentanea a distinguere la parte reale da quella immaginaria, un trucco mutuato da Poe o da altri scrittori della sua epoca. Avevo descritto la morte da dentro il morente descrivendo una serie di deformazioni sensoriali e poi la sua resurrezione in questo mondo alieno. Non spiegavo se il protagonista fosse morto davvero o no, se fosse inteso come reale o no tutto quanto accadeva dopo. Avevo otto anni, era il mio primo racconto e non so dire da dove venisse, avevo letto Il Richiamo Della Foresta, 20.000 leghe sotto i mari, forse qualcosa di Salgari non di più.

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  • Io non ci credo.
    by Stefano Giolo on 4 Settembre 2017 at 22:02

    Come sentire sulla schiena spingere.
    Tra le scapole.
    In mezzo.

    L’avrei chiamato destino un tempo
    -quando avevo una fede-
    l’avrei chiamato il cospirare del mondo,
    non fosse che il mondo lo conosco.

    Io non ci credo.
    Siete voi a farlo ed è questo che spinge avanti.
    Tra le scapole.

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  • Sull’emozione pt.2
    by Stefano Giolo on 29 Agosto 2017 at 20:37

    “Le emozioni sono l’esclusione di alcune funzioni del cervello rispetto ad altre.” Si tratta di una semplificazione enorme, forse. Ma forse potrebbe essere una focalizzazione al limite del perfetto. Questa frase l’ho sentita in questi giorni mentre camminavo e vivevo il mondo.

    Secondo Treccani l’emozione è:

    emozióne s. f. [dal fr. émotion, der. di émouvoir «mettere in movimento» sul modello dell’ant. motion]. – Impressione viva, turbamento, eccitazione: l’e. della vincita, di quell’inatteso incontro; le e. del viaggio; andare in cerca di nuove e.; essere in preda all’e., a un’intensa e.; essere preso, essere sopraffatto dall’e.; la forte e. gli impediva di parlare. In psicologia, il termine indica genericamente una reazione complessa di cui entrano a far parte variazioni fisiologiche a partire da uno stato omeostatico di base ed esperienze soggettive variamente definibili (sentimenti), solitamente accompagnata da comportamenti mimici.



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  • Sull’emozione
    by Stefano Giolo on 27 Agosto 2017 at 15:12

    La questione è che tu,
    -per me-
    sei emozione pura.

    Come essere legati ad una corda elastica pronti a lanciarsi da un ponte,
    come ascoltare un disco inedito dei Pink Floyd da adulto,
    come arrivare in vetta dopo giorni di strada e respirarne l’aria.

    Premere quell’interruttore,
    -spegnere le emozioni dentro di me-
    equivale a ignorare quello che sei.

    Voltarsi e scendere dalla scaletta,
    spegnere lo stereo e mettersi a fare una lavatrice,
    dirsi che tutto sommato hai camminato abbastanza e puoi tornare a casa.

    Resti lì.
    Resti un potenziale inespresso non so neppure se immenso o deludente.
    Ma tutto -dentro me- dice che infine quell’uva sarebbe stata acerba.

    Nulla disseterebbe di più dell’agresto nell’acqua che bevo.

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  • Il lungo addio
    by Stefano Giolo on 25 Agosto 2017 at 03:27

    E lunghe ore a ingannarci così

    a dire lui e lei, sempre gli altri
    e i palliativi sono sempre tanti per non ammettere che siamo qui,
    e Charlie Brown e Mafalda e la scuola
    storie un po’ vere a volte inventate
    nei pomeriggi d’inverno e d’estate
    di strani voli su una parola.

    Quando cantavo Plaisir d’Amour
    tu mi guardavi e ridevi più forte
    non lo capivi che ti facevo la corte
    o forse capivi e la furba eri tu…

    e mi hai sospeso su un filo di lana
    e mi ci terrai ancora per molto,
    giovane amore, fiore non colto
    o forse sì, ma da un’altra mano.

    E chi lo sa se anche tu mi vuoi bene,
    a volte credo di esserne certo
    a volte invece sembra tutto uno scherzo,
    fuggono gli occhi come falene
    amica mia sorella speranza
    quello che vuoi io non ti dirò,
    quello che voglio non sentirò,
    quello che c’è dietro l’indifferenza.
    E tutto è morto e tutto è ancor vivo
    e solamente tutto è cambiato
    quello che provo l’ho sempre provato
    e credo ancora in ciò in cui credevo
    e il fiocco nero è l’unica cosa
    che mi è rimasta con la malinconia,
    ma insieme a questa stanca anarchia
    vorrei anche te, amica mia

    Ma dimmi tu non è meglio così?

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  • Ho visto me stesso
    by Stefano Giolo on 5 Agosto 2017 at 08:28

    Ho visto me stesso ieri.
    Era dentro di me.
    Era nascosto là sotto tra le paure, sotto quel sorrisetto stentato.
    Sotto anni di “non dire”.
    Ho incontrato me stesso.
    Ero qui.

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  • Resilienza e caso
    by Stefano Giolo on 24 Giugno 2017 at 08:23

    Il caso muove le cose
    le cose a caso muovono il caso
    il caso a caso muove le cose.

    Salta.
    Da un dado all’altro.
    Da un caso all’altro in equilibrio.
    Salta e non importa, chiudi gli occhi.

    A casa muovi le cose
    i casi muovon le cose
    le cose muovono cose che muovono il caso

    Salta.
    Una gamba, o l’altra o la stessa ancora
    ed ancora.
    Non importa, è la vita.

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  • La tua bellezza
    by Stefano Giolo on 26 Maggio 2017 at 12:36

    Osservo la tua bellezza
    nella mia mente.
    Ricordo di te come tre punti verdi.
    I tuoi occhi, grandi, curiosi, vividi e luminosi osservarmi.
    E un pendaglio.
    Mi torna in mente -in lampi improvvisi- la tua bellezza semplice.
    Innotabile perfezione nascosta in un mondo di figure irrealistiche.
    Timida e nascosta inconsapevole, quasi come ti sentissi inadatta.
    Mi torna in mente il tuo modo di muovere le mani imbarazzato.
    I tuoi polsi.
    Il fisico minuto appena coperto da un maglioncino casto,
    gli occhiali grandi così grandi da non nasconderti.
    Ti appoggiavi a me. E fuggivi. E tornavi. E fuggivi.
    Da lontano mi hai visto osservarti, lo so perché io ho visto te osservarmi.

    Ma era un altro mondo, un’altra realtà,
    non importa se fosse più reale questo o quello.
    Era un altro mondo.

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  • Risparmio energetico
    by Stefano Giolo on 1 Aprile 2017 at 11:31

     

     

     

     

    Osservo una pianta,
    nella siccità.
    La osservo mentre lascia seccare i propri rami
    -cadono le foglie-
    mentre i suoi rami deboli si spezzano sotto il peso di piccoli animali.

    Osservo una pianta,
    nella siccità.
    Sopravvive, sopravvivrà a lungo ancora,
    sopravvivrà grazie ai rami secchi,
    le foglie cadute.
    Sopravvivrà alimentando solo il necessario.

    Osservo una pianta,
    priva di emozioni, priva di dolore,
    sopravvivere ancora temendo il sole.
    In attesa del sole,
    in attesa del’acqua che possa fargli amare il sole.
    Temendo il sole.
    In attesa.

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  • Oggi
    by Stefano Giolo on 19 Marzo 2017 at 16:24

    Incapace di ogni sentimento, di ogni emozione,
    osservo questa scatola
    nera
    chiusa.
    Non so dove sia la chiave, non so neppure se esista
    non so dove sia la toppa o se basti sollevarne il coperchio.

    Incapace di ogni sentimento, di ogni emozione,
    osservo questa scatola.
    Mi attira.

    Incapace di ogni sentimento, di ogni emozione,
    osservo questa scatola.

    Incapace.

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  • Silenzio.
    by Stefano Giolo on 6 Febbraio 2017 at 23:25

     

     

     

     

    Sento
    un dolore forte entrarmi nella testa
    sento
    forte un dolore come una punta entrare dall’orecchio
    sento
    forte un dolore sordo come urla nel fondo del cervello
    -sento-
    sordo il dolore di urla che mi accecano impedendomi di sentirti
    -sento-
    un dolore cane nell’orecchio che urla fino nel profondo del mio cervello
    (sento)
    nella testa entrare da dentro l’orecchio urla pulsanti che rodono e grattano il cervello
    (sento)
    nelle urla dentro la testa sputare fuori il dolore di roditori che mordono assordanti ogni pensiero
    (sento qualcosa strapparsi)

    Silenzio.

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  • Il Poeta è un fingitore
    by Stefano Giolo on 8 Gennaio 2017 at 14:17

    Stavo risistemando il blog in questi giorni, piccoli dettagli grafici, soprattutto per quanto riguarda la versione mobile. Ho rivisto le citazioni che compaiono a sinistra nella versione desktop e mi sono riletto frasi dei miei autori preferiti aggiungendo le fonti e rimuovendo le citazioni non certe. Come ogni volta che ricapito su Pessoa mi accorgo di come in definitiva sia l’artista a cui mi sento più affine seppure ormai poche delle cose che scrivo gli somiglino. Ma in qualche modo è stato uno dei tre o quattro autori che mi hanno dato maggior spinta. Ho voglia di riportare uno dei suoi pezzi a cui sono più legato, lo trovo un po’ un monito al lettore che desidera interpretare lo scritto, e al contempo un monito allo scrittore. Un modo poetico per esprimere per l’ennesima volta come non abbia senso interpretare la realtà di ciò che uno scrittore scrive.

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  • Come l’ombra.
    by Stefano Giolo on 5 Gennaio 2017 at 12:34

    Come l’ombra, nessuno di noi esiste se non per l’immagine che proietta.
    Come l’ombra, l’immagine di ognuno di noi è vicina o lontana da ciò che siamo.
    Come l’ombra, il mezzo che ci proietta -la luce se vogliamo- è fuori da ogni nostro controllo.

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  • Scórso è il tempo
    by Stefano Giolo on 14 Dicembre 2016 at 15:11

    Il tempo scorre

    Da lassù guardo il tempo scorrere,
    mi chiedo cosa occorrerebbe per ripercorrerlo al contrario,
    per modificare quella scelta.
    Da lassù guardo scorrere il tempo,
    mi chiedo cosa occorrerebbe per ripercorrerlo al contrario,
    poterlo almeno rivivere.
    Da lassù guardo scorrere il tempo da che non ci sei più,
    da che sei altrove.

    E non è la tua presenza,
    non è ciò che siamo stati,
    non è ciò che abbiamo condiviso lassù,
    non è ciò che avremmo dovuto essere a creare un vuoto.

    È tutto il resto del mondo.


    scórso agg. e s. m. [part. pass. di scorrere].
    1. agg. Passato, trascorso: Su l’ossa e il fango … Sta, di memoria solo E di dolor custode, il simulacro Della s. beltà(Leopardi).
    In partic., nell’uso com., riferito a un periodo di tempo ultimamente trascorso, che precede quindi l’attuale: il lunedì s., la settimana s., l’anno s., l’inverno s., o anche lo s.


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  • C’è un abisso
    by Stefano Giolo on 1 Ottobre 2016 at 17:15

    C'è un abisso 

    C’è un abisso per sempre nascosto
    (c’è un abisso da sempre nascosto)
    ((c’è un abisso nel sempre, nascosto))

    C’è un abisso da cui ti proteggo
    (da cui mi proteggo)
    ((da cui li proteggo))

    E crea un eco nel suono,
    (se suono)
    ((quel suono))

    un riverbero interno che crea quella dissonanza implicita
    (quei silenzi)
    ((le distanze))

    un vuoto come un crepaccio nel bianco liscio di una morbida nevicata.
    (morbido liscio delicato)
    ((molle livido deflorato))

    Sta vibrando. Chiede una vittima e suona le sue deboli campanelle.
    (suonano campane)
    ((suonano i suoni di sottili sottilità))

    C’è un abisso da sempre nascosto,
    (c’è un abisso per sempre nascosto)
    ((c’è un abisso nel sempre. Nascosto.))

    oggi suona
    (Urla)
    ((Strappa))

    come chiamato da un complemento.
    ((Urla))
    (((Scappa)))

    Come spaventato di poter infine trovare pace.

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  • Silenzio
    by Stefano Giolo on 12 Settembre 2016 at 21:11

    Silenzio

    La distanza amplifica le emozioni
    (il silenzio)
    amplifica la dominante.

    Proverei un’amore più forte
    se t’amassi.
    Proverei mancanza
    se avessi bisogno di te.
    Proverei commozione
    se apprezzassi gli istanti vissuti assieme.

    Ma provo rabbia.
    Solamente rabbia e nient’altro.
    Una rabbia che sale nel tempo
    che urla, strappa, brandisce parole.
    E copre l’affetto, la mancanza, la commozione.
    La rabbia è la mia dominante per te.

    Non per tutte le volte in cui hai detto farò e non hai fatto
    non per tutte le volte che hai detto sono ma non eri.
    Per tutte le volte in cui hai fatto questo senza parlare.

    È il silenzio che amplifica le cose
    (crea la distanza)
    come rimbombi in stanze vuote.
    (la distanza)
    L’attesa nel silenzio.
    (il silenzio)

    Possiamo romperlo o disperderci nella distanza quando la rabbia diverrà rumore.

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  • “Traffico. Io vivo altrove.”
    by Stefano Giolo on 11 Settembre 2016 at 10:17

    Ogni tanto le cose ritornano, come cicli come onde. Il ricordo di un passato è più bello quando arriva inaspettato. Non cambierà la mia vita, non il passato. Lo ha già fatto ed è stato bello per questo.
    Un tempo ero una di quelle persone da foto di cose vecchie per rimuginare e ripensare, poi nel tempo ho capito come non importi ricordare necessariamente chi c’era in quel posto, cosa hai fatto, cosa hai visto. Preferisco che ciò che non è stato importante finisca lentamente nell’oblio delle cose dimenticate, preferisco che nella mia testa ci sia lo spazio per tutto quello che devo ancora vivere, per accumulare ricordi nuovi. Ed è la memoria a scegliere cosa fosse importante. Come un girasole preferisco guardare verso la luce e muovermi verso un divenire. Ed è in questo contesto che i ricordi importanti, le cose che ti hanno portato ad essere quello che sei emergono talvolta come una carezza od un sorriso che ti dicono che sì, stai andando nella direzione giusta, che sì esiste una linea diretta che porta da quel che eri a quello che sei ed è quella che puoi seguire passo passo da quel ricordo emerso a tutti e soli quei ricordi che ad esso sono legati.

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  • Bologna
    by Stefano Giolo on 2 Agosto 2016 at 21:18

    Bologna
    25/05/2004
    (Da “Contrapposizioni” Stefano Giolo, Edizioni Il Filo)

    È ancora fermo a quell’ora
    l’orologio della stazione.
    Quando la gente saliva sul proprio sogno,
    per un viaggio che non era l’ultimo
    né il più bello forse,
    ma era il loro,
    la vita.
    Persone immerse nella routine,
    tristi, §
    felici,
    amanti,
    piccoli infanti.
    Ed ora sono un ora,
    una crepa in un muro
    coperte da torri lontane
    da persone non nostre che ci fanno pensare più che loro.

    ANTONELLA CECI anni 19
    ANGELA MARINO ” 23
    LEO LUCA MARINO ” 24
    DOMENICA MARINO ” 26
    ERRICA FRIGERIO IN DIOMEDE FRESA ” 57
    VITO DIOMEDE FRESA ” 62
    CESARE FRANCESCO DIOMEDE FRESA ” 14
    ANNA MARIA BOSIO IN MAURI ” 28
    CARLO MAURI ” 32
    LUCA MAURI ” 6
    ECKHARDT MADER ” 14
    MARGRET ROHRS IN MADER ” 39
    KAI MADER ” 8
    SONIA BURRI ” 7
    PATRIZIA MESSINEO ” 18
    SILVANA SERRAVALLI IN BARBERA ” 34
    MANUELA GALLON ” 11
    NATALIA AGOSTINI IN GALLON ” 40
    MARINA ANTONELLA TROLESE ” 16
    ANNA MARIA SALVAGNINI IN TROLESE ” 51
    ROBERTO DE MARCHI ” 21
    ELISABETTA MANEA VED.

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  • Àncora.
    by Stefano Giolo on 15 Luglio 2016 at 22:27

    La verità è che non importa niente.
    Non importa il tempo.
    Non importa lo spazio.
    Non importa.
    Solo un istante

    breve

    non serve accada nulla.
    Un istante

    breve

    lungo

    immobile.

    Non importa.

    Cancello tutto. Torno indietro.
    Mi riporti alla partenza.

    E ricomincio di nuovo a tentare di allontanarmi,
    di andare altrove,
    di cercare altri mondi.

    E poi tu.
    Di nuovo.
    Di nuovo ancora.

    Non cambierà.
    Non ancora.
    Àncora.

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  • Cammino comunque sia in una direzione
    by Stefano Giolo on 13 Luglio 2016 at 21:48

    Cammino in bilico su un filo

    indeciso tra rincorrere e fuggire.
    Cammino comunque sia in una direzione.

    Cammino in bilico su un filo
    tra la coscienza di saper rovesciare un mondo e la noia del non volersene sporcare le mani.
    Cammino comunque sia in una direzione.

    Cammino in bilico su un filo
    sul pavimento, dove comunque non posso cadere.
    Cammino comunque sia in una direzione.

    Cammino in bilico su di un filo
    attendo che tu mi prenda per mano, ovunque tu ti trovi
    Cammino comunque sia in una direzione, ovunque essa si trovi.

    Là rovescerò il mondo. Ovunque serva. Comunque serva.

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  • L’attesa
    by Stefano Giolo on 2 Luglio 2016 at 16:57

    Sei stato tu -nel tempo- ad insegnarmi l’attesa.
    Non ero in grado -prima di te- di sedermi ed attendere. Nel silenzio.
    Cullare lentamente il desiderio, sorridere dell’assenza, dare da bere ai sogni senza costringerli in nessuna direzione, osservarli crescere. Ed attendere.
    Da semi distorti di confuse pulsioni mi hai insegnato a far nascere ciò che può essere armonico.
    E ancora -o per la prima volta dopo di te- attendo qualcosa di nuovo. Non posso dire che io ci creda, non posso dire che io non ci creda. Non posso dire cosa sia. Ma mi fa sorridere.
    Scrivo più strano dopo la mezzanotte.
    Scrivo più bello forse.
    Scrivo più vero.
    Ma qualunque cosa sia, lo carezzo, lo attendo. Lo aspetto.
    Non importa cosa sia, cosa possa o non possa divenire.
    Sorrido.
    Mi sento a casa.
    E attendo il divenire, il divenendo.

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  • Le parole nel tempo, ciò che è scritto non se ne andrà.
    by Stefano Giolo on 18 Giugno 2016 at 23:19

    “Io voglio essere la tua oasi e vorrei tu fossi la mia, non qualcosa da lasciare indietro ma un luogo dove tornare a respirare, a bere acqua, a rinfrancarsi, da portare nel cuore chiamandolo casa.

    Vai dunque, e quando lo vorrai, allunga la mano e cerca la mia.”

    Le parole assumono significato nel tempo.
    Il tempo stesso assume significato nel mutare delle parole.
    Il tutto in un continuo circolo che è paradosso.

    “Vai dunque. Ci sono altri mondi oltre a questo”
    -Roland di Gilead-


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  • Fallimento
    by Stefano Giolo on 18 Giugno 2016 at 18:38

    Non se ne andrà questo senso di fallimento.
    Sono stato in un luogo, oggi. In un prato in cui ho fatto l’amore con te anni or sono.
    Di nascosto da un mondo. Non lo ricordavo.
    Come un pugno nello stomaco il mondo ancora una volta si è voltato.
    Ancora una volta
    mentre  sei lontana.

    Scrivo.

    Scrivo di un sogno in cui t’incontrai tanti anni prima,
    il mio primo ricordo d’infanzia su cui costruire un altro mondo che potrebbe portarmi lontano.
    Ne mancano ancora due da raccontare ed un mondo.
    Lontano.
    Racconto di te,
    di ciò che sei stata in un altro mondo ancora
    di cosa sarei stato senza incontrarti
    poi il mondo si volta nuovamente.

    Il mondo si volta.
    Ancora una volta.

    Si aprono porte,
    si aprono nuove porte,
    grandi porte.

    E chi mi guarda vede quello in cui tu mi trasformasti,
    non il fallimento di aver perduto me stesso in questo mondo.

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  • Ore sogni
    by Stefano Giolo on 1 Giugno 2016 at 22:28

    L’idea solo che da lì a poche ore, o giorni avrei potuto incontrarne lo sguardo mi tenne sveglio per giorni. Ero consapevole che non sarebbe accaduto niente di diverso dal solito nulla, era il nostro ruolo che ciò accadesse in questo modo. Ma era qualcosa dentro, qualcosa che non avevo scelto. La cosa che faceva sì che incontrassi quello sguardo in un mondo o nell’altro, da una parte o dall’altra del confine onirico. A intervalli regolari. Ed era l’incontrarla di rado a farmi invecchiare in fretta tra una volta e l’altra pur di accelerare i tempi.

    Non fu che un giorno normale, forse più lungo, forse più silenzioso. Veloce e forte sentivo il mio battito nel vuoto tra le clavicole come a rimbalzare. Fu un giorno come non poteva non essere.
    Come non poteva non essere, e nulla più.
    Avrei voluto ogni istante poter entrare nel suo mondo.

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  • La torre.
    by Stefano Giolo on 19 Maggio 2016 at 08:41

    Esiste una torre lontana, odiata da tutti, odiata dalla tua genia.
    Si staglia contro il mondo con sfacciata inutile superiorità.
    Esiste una torre lontana, visibile da ogni landa di questa terra stanca in cui il mondo è andato avanti.
    La sorveglia dall’alto, ridendo con i suoi occhi rossi.
    La sorveglia dall’alto, irridendo con i suoi occhi rossi.
    Ma io la amo quella torre.
    Non per ciò che rappresenta ma per ciò che mi rappresenta.
    Il luogo lontano verso cui guardare e sapere che tu esisti, che sei lì, che lotti, che lotterei accanto a te.
    Il luogo lontano, all’orizzonte verso cui guardare per cercare la forza che vive ai suoi piedi.

    Chiedimi ancora una volta delle scelte che ti sembrano pavide.
    Chiedimi ancora il perché.
    Fammi le domande giuste e non ascoltare le risposte.
    Guardami solo negli occhi.
    Guarda questa luce.

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  • Lettera sul nulla che è tutto
    by Stefano Giolo on 14 Maggio 2016 at 23:58

    Continuo a ripetere ossessivo nella mia mente le stesse note

    “Nulla cade dal cielo, ad eccezione delle stelle quando, avvolte nel velo della notte, come perle scivolano dal niente dentro ai sogni della gente.”

    Una canzone di Gazzè, non un caso, non una scelta.

    “Nulla sfavilla al confronto dei lunghi albori sul mare, quando lampi amaranto fabbricano martingale di luce sospesa, pendente, a sorreggere l’orizzonte.”

    Penso ancora all’averti vista ed al mio modo nuovo di viverti, l’unico in fondo che mi sia possibile, l’unico che la mia mente possa reggere davvero senza che qualcosa straripi e si scontri con qualcos’altro. Senza che qualcosa vada a cozzare con qualcos’altro e lasciando che tu faccia di me -involontariamente- qualcosa di migliore, qualcosa che trascenda il mio essere stesso

    “Nulla assedia la mente, penetra, invade, conquista,
    come il pensiero costante di averti vista.”

    E non è questione di amore, o di sogno, o di qualsiasi romantico disegno da raccontare in musica, non è un qualcosa a cui anelare o da cui fuggire, è semplicemente ciò che è ed è così che scelgo di viverlo.

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  • Non è la vista
    by Stefano Giolo on 13 Marzo 2016 at 20:51

    12/03/2016

    Non è la vista

    Sono i suoni che definiscono il mondo
    ad occhi chiusi percepisco il mondo
    le direzioni, le distanze
    ad occhi chiusi
    percepisco la tua pelle
    non distratto dalla vista
    il tuo odore non coperto da profumi.

    Non è la vista
    -così fallace-
    a definire il mondo.

    Ed io attendo
    -ad occhi chiusi-
    di percepire il tuo passaggio.
    Di nuovo.

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  • Ora
    by Stefano Giolo on 21 Febbraio 2016 at 22:50

    Non avevo mai compreso fino a quel momento ciò che mi dicevano degli uomini, non avevo mai compreso fino a quel momento ciò che volesse dire umanità. Ero giunto in questo mondo per vie che voi non comprendereste, ero giunto in questo mondo per mezzo di ciò che voi chiamereste dolore, di ciò che voi definireste sofferenza. Non le conosco, non ancora, queste cose, non mi appartengono questi termini. Ero giunto in questo mondo come ognuno giunge al proprio, un istante prima non esistevo, il successivo ero qui con una storia davanti ed una dietro, un puntino in movimento su di una linea infinita pronto ad andare avanti nel tempo e non tornare mai indietro. Come tutti voi.
    Avevo sentito i vostri cuori battere e visto i vostri occhi inumidirsi, avevo sentito parlare di cose che non comprendevo, avevo sentito dire che la mia storia era triste, che ero forte, che sentirla e vedere qualcuno superarla rendeva felici ma non conoscevo queste parole, non avevo mai vissuto nulla di ciò che sentivo raccontare.

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  • Nebbia
    by Stefano Giolo on 20 Dicembre 2015 at 00:55

    Ricordo
    Come fossero un passato
    sogni che ho sognato
    -forse qualche istante creduto-
    nella nebbia di questa passeggiata notturna
    -solitaria-
    il tuo viso,
    i tuoi occhi chiari,
    le tue labbra
    perdute in questa notte
    -forse mai viste davvero-
    immaginate nei silenzi di questa musica che ascolto
    allontanarsi e nella distanza confondersi in un non nulla

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  • Lama
    by Stefano Giolo on 4 Ottobre 2015 at 19:39

    È affilando la tua lama che cambio, che al termine del mio mese genetlìaco inizio un mondo nuovo senza compromessi.
    È sempre stato l’inizio
    -la fine-
    il capodanno reale che a dispetto del mondo ho sempre festeggiato
    in
    solitudine
    raccolta.

    Affilo la lama del tuo coltello e lascio tu possa scegliere di usarlo
    non temo più quello nè altro
    non temo più
    non tremo più

    lascio che il mondo resti indietro
    -o vada avanti, non mi importa-
    mentre incontro un nuovo mondo che sa di vecchio mondo
    un vecchio mondo che sa di nuovo mondo

    affilo la tua lama perché ora la so usare
    non userò la tua lama perché non ho bisogno di usarla

    è la mia strada,
    quella mi è stata negata per lasciarmi il tempo di vederla
    quella che mi è stata negata per darmi modo di dimostrane l’attaccamento
    è la mia strada.

    Ed improvviso una luce si accende.

     

     

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  • Fessura nel tempo
    by Stefano Giolo on 27 Agosto 2015 at 07:40

    Sento ancora scorrere le mie dita, due, nella fessura sul tuo corpo, lentamente.
    Come fosse oggi le sento scivolare dall’alto al basso ripercorrendola tutta mentre stiamo abbracciati.
    I muscoli della tua schiena né rilassati né contratti, lisci sotto il vestito, sotto quella maglia bianca di lino con sul petto un apertura ricoperta di azzurro quasi come un pizzo e quelle maniche lunghe che scendono con i polsini allargati a strascico e le mie dita a scorrere sulla fessura che i tuoi muscoli sulla schiena lasciano a nascondere la colonna vertebrale.
    Ho i tuoi capelli accanto al mio zigomo,
    il loro profumo,
    chiaro,
    chiari,
    il loro profumo,
    i tuoi capelli come se fossi stata creata per essere tutt’uno con me,
    con il mio corpo
    danzando lentamente al suono di musiche del tutto nostre.
    Sono passati anni -decenni- da allora,
    sono passati anni -decenni-.

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  • Avanti
    by Stefano Giolo on 30 Luglio 2015 at 20:30

    Non è necessario siano dodici i gradi,
    è l’umidità che conta,
    il vento e l’aria elettrica di ora,
    sono le sere in cui non c’è davvero freddo ma senti comunque i brividi,
    che ti verrebbero anche se ti coprissi,
    che mentre sei fermo a fare benzina o passeggi con un gelato in mano senti gli oggetti tintinnare
    e ti guardi attorno come dovesse succedere qualcosa,
    come se dietro le ombre si potessero nascondere altre ombre,
    le sere in cui ti siedi in macchina e senti un profumo che non può essere lì come se accanto ci fosse stata Lei,
    come se mentre eri girato tra le ombre fosse passata davvero un ombra o una luce un’istante.

    La sua pelle,
    l’odore la sua pelle,
    l’odore del profumo sparso sulla sua pelle.

    E vorresti prendere e fuggire,
    prendere e rincorrere,
    prendere e come in una ruota da tortura spaccarti in due per seguire le tue folli parti,
    la tua razionalità ed il desiderio,
    la follia,
    e vorresti farti trovare là dove non devi,
    dove potresti al massimo far trovare dei fiori come in passato,
    dove non saresti accolto o lo saresti troppo
    dove ogni movimento sarebbe frainteso o forse profondamente compreso,
    dove ogni movimento, parola, istante sarebbero vere quanto lo sono su un palco,
    poco per chi non sa e troppo per chi conosce.

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  • Viscido
    by Stefano Giolo on 12 Luglio 2015 at 14:39

    Ti osservo da un po’, sei lì, seduto immobile con gli occhi chiusi.
    È ora di svegliarsi mio amato, è ora di vegliarsi.
    Scuoto il pavimento.
    Ti osservo mentre improvvisamente apri gli occhi, lo sguardo allucinato con il quale ti guardi attorno, spaventato attonito incredulo nel buio.
    Ti osservo.
    Senti il morbido di quel molle pavimento sotto il tuo corpo.
    Viscido.
    Senti le pieghe morbide e tumide su cui sei seduto.
    Viscido.
    Ti osservo mentre come cieco abbassi le mani e lo tocchi, ne saggi la consistenza, cerchi di comprenderne il significato mentre la tua mente torna lentamente attiva, lentamente.
    Ti metti a carponi mentre speri che il tuo sguardo si abitui al rossastro buio che ti circonda.
    Ti metti a carponi e tocchi
    viscido
    ciò che ti circonda.
    Vedo nei tuoi occhi la paura, il dubbio, l’incomprensione prima e poi lentamente montante dal nulla all’estremo il panico.

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  • Vago
    by Stefano Giolo on 4 Luglio 2015 at 21:11

    Guiderei ore questa notte
    -nel nulla di un tutto-
    senza meta.

    Guiderei ore, chilometri verso un nulla
    -come un tempo con te-
    nel silenzio di strade non frequentate

    Penso a te ad ogni matrimonio
    -ancora-
    come se ciò che resta irrisolto fosse risolvibile dal tempo
    e navigo nel mondo senza un pezzo

    Dopo ore a ridere bere e parlare al microfono
    -Jolly della festa-
    dopo ore a regalare sorrisi penso a te
    sulla strada
    nel silenzio
    ancora
    ancora
    ancora

    ancora

    E guido senza accanto nessuno.

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  • Qualcosa nel tempo
    by Stefano Giolo on 8 Giugno 2015 at 20:51

    Qualcosa nel tempo

    Cambia, nel tempo il tempo

    nel tempo

    cambia
    il tempo che passa.

    E così il sigul che porto al collo
    ricordo d’un tempo mi porta nel tempo ad un nuovo tempo

    Il sigul che scrissi,
    torna a bussare e richiamarmi al passato

    Il Ka, una ruota che gira, che prende, che da che restituisce e poi toglie.
    Avanti, indietro e ancora tra tornanti di andate e ritorni,
    Avanti ed indietro nel tempo che va e poi torna e poi va.

    Qualcosa si sblocca mentre la mia gola si chiude,
    qualcosa di sblocca mentre la mia mente respira,
    qualcosa si sblocca mentre il respiro del corpo si fa flebile,
    qualcosa si sblocca mentre sembra ruotare il senso come un rapace in circolo
    verso qualcosa.

    Qualcosa.



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  • Ruotano
    by Stefano Giolo on 1 Giugno 2015 at 21:44

    Ruotano i fantasmi

    dentro

    ruotano

    dentro

    i fantasmi ruotano

    dentro i fantasmi

    ruotano

    dentro

    i fantasmi

    ruotano dentro

    i fantasmi ruotano dentro

    ruotano

    i fantasmi dentro ruotano

    i fantasmi

    dentro

    ruotano i fantasmi

    dentro

    ruotano

    dentro

    i fantasmi

    ruotano

    dentro

    i fantasmi  

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  • Innamorarsi in assenza (La porta del paese delle meraviglie – Prequel) (edited)
    by Stefano Giolo on 14 Aprile 2015 at 16:30

    *il post è stato modificato dopo la pubblicazione iniziale*

    Osservarti di spalle
    mentre non ci sei,
    osservarti tra la folla muoverti come so di per certo ti moveresti se fossi qui,
    anche se non ti ho mai vista ad un concerto, anche se non ho mai visto le tue braccia alzarsi, anche se non ti conosco ancora davvero.

    Osservarti di spalle
    con i tuoi capelli ricci, il tuo collo lievemente scoperto, le tue spalle anche se non sono tuoi
    ed innamorarmi un istante un po’ più di te anche se non ti ho mai amata.

    Innamorarmi di te che non sei qui, di te che non ho ancora amato
    ma chissà,
    il tempo cambia le cose, cambia dentro cambia.

    Innamorarsi ancora un po’ di un’immagine che potrebbe essere o non essere di te
    o di ciò che di te conosco
    o di te suppongo di conoscere

    eppure  in tutto questo sembra esserci un
    flebile
    filo
    di certezza insensata
    mentre l’unica sensata è che quella non sei tu
    è solo l’immagine che si sta creando dentro di te in me.

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  • Passi
    by Stefano Giolo on 26 Marzo 2015 at 17:19

    Ad ogni passo
    -lento-
    per quanto live corrisponde il suono frusciante della neve pressata al di sotto delle corde che costituiscono la racchetta da neve.
    Le gambe -pesanti- proseguono nel loro lavoro incessante, il ginocchio dolorante si piega,
    si alza,
    permette al piede
    -lentamente-
    di salire, di alzarsi dalla neve, da quei centimetri in cui è sceso nonostante la racchetta che intanto si stacca dal tallone inclinandosi e lascia cadere
    -piano-
    la neve che vi si era depositata poco prima.
    I muscoli della coscia hanno un solo breve istante di riposo mentre la gamba sta scendendo nuovamente verso il legno che stava tracciando un solco con il vertice dietro abbassato e torna orizzontale a sprofondare lievemente
    -ha nevicato da poco-
    e mentre il ginocchio diminuisce l’angolatura il quadricipite torna ad irrigidirsi per sostenere il peso del corpo
    -gli acidi lattici-
    si fanno sentire
    -i chilometri-
    le ore di cammino e la salita
    -il freddo-
    mentre arriva il momento di un altro passo che
    -lentamente-
    porta avanti ancora di qualche centimetro tra infiniti centimetri dietro in basso da un dove verso altrove molto più in là il freddo
    -pungente-
    come aghi di questi pini di cui l’odore si spande attutito dall’umidità a congelarsi entra nelle ossa col vento
    le braccia intirizzite tremano lievemente
    -ed il fiato-
    si congela
    -l’acqua-
    il mondo col vento del nord che soffia bianco trito di ghiaccio a colpire gli oggetti
    -il volto-
    nel silenzio
    -l’anima-
    irreale dietro le urla tra le fronde degli alberi e si fa che spazio nella mente.

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  • Risposte
    by Stefano Giolo on 24 Marzo 2015 at 21:55

    Nelle notti insonni e nella trascendenza di viaggi interiori dovuti a meditabondi mal di testa pochi pensieri pulsano al ritmo stesso del battito delle vene, la tua vita non durerà a lungo, ancor meno se continuerai a strapparne pezzi a morsi, ma chi vorresti infine quel giorno accanto?
    Una persona.
    Molte.
    Forse nessuna.
    Questa stessa è la risposta di molte domande, quali non importa neppure saperlo.

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  • La danza dell’essere infiniti
    by Stefano Giolo on 9 Marzo 2015 at 19:41

    Sono passate alcune notti da che ti ho sognata, ma resta indelebile la sensazione mentre sfumano i ricordi come fumo nel vento.
    Ricordo d’essermi svegliato immerso nella sensazione d’infatuazione con cui nella più piena adolescenza ci si innamora la prima volta, ricordo di essermi svegliato stupito dal sogno stupendo e perfettamente coerente appena fatto.
    Volevo alzarmi dal letto e scriverlo per filo e per segno, con il suo inizio, lo svolgimento e la fine perfetta come mai avrebbe potuto essere una storia ragionata a tavolino, rimasi a letto a cullarmi del tuo ricordo inaspettato proveniente da non so quale recesso della mia mente.
    Al mattino non ricordavo più nulla. Non ricordavo neppure di averti sognata, ma provavo quella sensazione di dolce inquietudine che si prova poco prima o poco dopo di un bell’incontro.
    Sono andato a lavoro pensandoti, pensando perché ti pensavo, e poi d’un tratto il ricordo di quel sogno.

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  • Souvenir
    by Stefano Giolo on 6 Marzo 2015 at 23:24

    Sono il ricordino di un passato,
    l’anello appeso al collo d’un amore perduto,
    il carillon lasciato a casa quando vivi lontano,
    la lettera nascosta in fondo al cassetto e mai gettata,
    la fotografia sbiadita di un momento indimenticato,

    Sono il ricordo di un passato,
    e resto qui -nascosto-
    in attesa di nulla.

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  • Comefossili
    by Stefano Giolo on 22 Febbraio 2015 at 17:58

    Come fóssi lì,
    come fòssi lì,
    come fòssili nei fòssi,
    come fóssi stato davvero.
    Ma è troppa l’acqua scorsa per scorgere i trascorsi,
    scorsi una via allora,
    ed ora è come fóssi lì.
    Nei fòssi
    sul fondo fóssi
    scorgo i fòssili di sogni trascorsi.

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  • Lettera d’amore
    by Stefano Giolo on 13 Febbraio 2015 at 23:25

    Ricordo l’ultima volta che ti vidi, la penultima a dire il vero, ma l’ultima prima di quel momento.
    Ti guardavo mentre mi sorridevi, ti guardavo come si guarda qualcuno che non si da per scontato non si perderà mai,
    ti guardavo con l’aria distratta di quando si vede qualcuno ogni giorno, ogni istante.
    Non potevo sapere che non ti avrei mai più rivista, che ti avrei rivista solo un’altra volta in uno stato ben diverso.
    Non potevo comprendere l’amore che mi legava a te e il non avertelo mostrato ancora abbastanza,
    ti osservai sorridermi e voltarti, allontanarti da me a passi lenti mentre lavavo i piatti, ti osservavo dalla finestra finché uscisti dal mio campo visivo e poi mai più ti vidi sorridere, mai più ti vidi voltarti con l’aria che solo tu avevi.
    Ricordo il primo giorno che ti vidi, schiva e solitaria.

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  • Tuffi
    by Stefano Giolo on 30 Gennaio 2015 at 17:29

    Quando la osservavo passare dentro di me qualcosa inciampava
    cadeva verso un abisso profondo appigliandosi solo all’ultimo istante al mio sorriso
    Lei non era in grado di vedere questo tuffo
    Lei vedeva il sorriso
    Talvolta neppure quello perché non mi nascondevo ai suoi occhi

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  • Parto.
    by Stefano Giolo on 17 Gennaio 2015 at 21:07

    Il mio cervello corre, corre.
    Persone convivono, vivono, corrono in ogni direzione.
    Razionale irrazionale.
    Corre.

    Per strada mi ritrovo a fare strade che non ho mai fatto ma che conosco,
    strade nuove, vecchie, sconosciutamente conosciute.

    Ci sei tu che corri nel cervello.
    Corri, corri come non mai,
    -ho letto da qualche parte che una pallottola che attraversi la testa ed entri diagonalmente finisca per girare radente al cranio e ruotare per tutto esso all’interno-
    Corri e ti guardo e rido a vederti correre.

    Nella mia testa.

    Non posso chiudere nel cassetto una cosa così grande che non mi ci sta in testa.
    Non posso chiudere nel cassetto qualcosa di così grande senza chiudere un pezzo di me.

    Esplode nella testa come razzi la razione di irrazionalità che avevo nascosto razziando nella mia mente ogni relazione alla reazione del pensiero della tua immagine.

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  • Silenzi
    by Stefano Giolo on 8 Gennaio 2015 at 18:43

    Il mio silenzio era dovuto a due situazioni una dentro l’altra.
    Al tuo regalo inaspettato,
    Fuori incartato in un involucro di senso dell’abbandono, difficile da aprire, difficile da scartare, difficile.
    Ma non fartene una colpa.
    Dentro nascosta la consapevolezza che il mio io risponde a queste cose, non alle domande dolci che mi hai fatto fino ad oggi.
    Risponde dove temi di farmi male.
    Risponde dove arrivi con le unghie.

    Grazie.

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  • “La difficoltà della solitudine si palesa quando la si confronta ad una compagnia piacevole‏”
    by Stefano Giolo on 3 Gennaio 2015 at 23:34

    04/01/2015
    Sono scivolato nei meandri di pensieri che non riesco a fissare,
    Tra voglia di scrivere cose ed incacacità di farlo,
    Incastrato tra me stesso e me stesso come un cuneo‏.

    Incastrato tra me e te.
    Incastrato.

    Mi manchi, mi manca parlarti, viverti, sfiorarti.
    Essere, camminare.

    E non so se è solitudine o qualcosa
    non so se è nulla o desiderio.

    Giro lo sguardo verso te e vedo me,
    lo giro ancora ed ancora incontro il mio sguardo.
    Tra me e me, tra me e te.

    Il tempo cura le ferite del cuore.
    La mente regola il tempo che cura le ferite.
    La mente regola il tempo che cura se stessa.

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  • Perdersi in uno sguardo
    by Stefano Giolo on 14 Novembre 2014 at 17:48

    Fui illuminato all’improvviso dalla potenza della luce, come se il cielo aperto in un istante in un squarcio avesse mostrato come il sole fosse invece che una palla un gigantesco universo che prima guardasse dallo spioncino convinto di non essere visto.
    Nel cielo stormi di migliaia di storni volavano nel cielo terso e azzurro.
    Non c’è nulla di più simile alle mani di una donna che danza musiche orientali per descrivere il movimento nel cielo di quei gruppi, quegli ammassi di piccoli corpi volanti che scendono, salgono come uno solo cambiando forme di istante in istante in modo continuo, in alto verso il cielo ed in basso tanto da sentirne lo spostamento d’aria, tanto da sentire l’odore delle piume e del grasso pronto per il freddo invernale.
    D’improvviso vedere il bosco, nel bosco, attraverso il bosco.

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  • Albe
    by Stefano Giolo on 26 Settembre 2014 at 23:48

    09/08/14

    Sciabordio del mare
    e silenzio.
    E il fruscio delle fronde
    e silenzio.

    Poi il mondo lentamente si sveglia
    poi
    il mondo
    lentamente
    si sveglia


     

    09/08/14

    è l’ultima alba sull’oceano,
    l’ultimo ricordo,
    l’ultimo scampolo di te,
    dei tuoi occhi gonfi e stanchi
    di un alba di tanti secoli fa.
    Il mondo sta per finire
    e con esso i sogni danzano
    per divenire forse realtà.

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  • 16/05/2012
    by Stefano Giolo on 16 Agosto 2012 at 23:10

    16/05/2012

    L’odore.

    L’odore della morte.
    Averlo sulla maglia
    averlo ancora tra le braccia.

    L’odore che sprigiona il suo corpo.
    Inimmaginabile.
    Inatteso.

    Non è ancora di putrefazione,
    troppo poco tempo.
    Odore di morte, niente altro.
    Sulla mia pelle,
    sulla stoffa,
    nella mia pelle.

    Dentro.
    Non se ne va, non se ne andrà.
    Non serve lavare quella maglia,
    non serve strofinarsi mille volte le braccia,
    tra le braccia,
    nelle braccia,
    dentro.

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  • Perchè ho smesso di scrivere
    by Stefano Giolo on 5 Agosto 2012 at 18:34

    In questi giorni mi sono interrogato sul mio scrivere, anzi per l’esattezza sul mio non scrivere.
    Perché non scrivo?
    Non sento più il bisogno di scrivere?
    Talvolta si, ma è ciò che vorrei scrivere a bloccarmi, o meglio chi leggerebbe e non trovo sensato scrivere solo per me, perché ciò che è scritto lo è per essere letto.
    La vita è più frenetica, il tempo è meno, vivere da soli ti lascia determinate libertà ma contemporaneamente ti porta via molti tempi morti un tempo utilizzabili per creare, scrivere, comporre, suonare.
    L’età fa calare determinati impeti letterari ma neppure questa ne è la causa.
    Un tempo la mia vita era più “tumultuosa” come quella di ogni adolescente o ragazzo e amavo creare “mondi” immaginari o pseudo reali ed applicarli alla realtà del momento, scrivere cose struggenti ed applicarle a realtà non necessariamente tali, scrivere racconti o pezzi poetici da psico killer e camuffarli da rabbia adolescenziale, scrivere di uno sguardo incontrato per strada come fosse l’amore di una vita, magari applicarlo ad uno sguardo di persona reale ma non necessariamente corrispondente per giustificare il mio scrivere d’un amore che in realtà non esisteva.

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  • Assenza
    by Stefano Giolo on 11 Ottobre 2011 at 03:15

    Surivived to night, I may going down pensandoti.
    E ai momenti passati accanto seppur brevi intensi.
    Tutto questo scatenato da un pensiero: l’assenza.

    Non esiste nulla più forte del sentire la mancanza non per la distanza, non per il tempo ma per l’assenza.
    Sono tante le persone della mia vita che non ci sono.
    “Non ci sono” non “sono lontane”, “non so dove sono” o “non ci sono più”.
    Non ci sono.
    Quando di una persona si perde il contatto, ogni contatto, ogni modo di trovare un contatto, in qualche modo cessa di esistere, peggio del modo in cui cessa chi muore perché è talmente assente che non sai neppure se sia vivo o morto, se sia. Chi sia.
    Capita, è la vita, e sono tante le persone scomparse così, nella vita di ognuno, dal compagno di asilo all’ex collega e non mancano, non sono e non mancano.

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  • Il Carrillon
    by Stefano Giolo on 27 Luglio 2011 at 10:33

    Oggi per caso sono finito in una sezione nascosta del forum di Schegge Di Cristallo, studiavo il tipo di forum per vedere se era possibile bucarne un altro fatto con lo stesso codice e così dopo tanto tempo mi sono collegato come amministratore ed ho rivisto le sezioni private, è stato uno strano viaggio, interessante, tra cose felici e cose che è meglio rimangano la dentro e non ne escano mai più.

    Tra queste ne ho trovata una interessante,  tra il malinconico e il sognante.
    Ecco, così mi va di riportarla, dopo tanti anni, e rileggerla con gli occhi di oggi, anche perché credo non sia mai uscita da quel forum e forse mai nessuno l’ha letta.

    Il Carrillon
    30/05/2006

    Vola principessa-angelo nel tuo azzurro mondo-cielo
    lontano da me,
    ma non ti scordar di me e delle pietre del fiume,
    ne delle mie parole passate.
    Le tue ferite smetteranno di sanguinare ma ne resterà il segno
    e la nostra melodia nascosta continuerà a suonare nel tempo.

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  • D'istanti
    by Stefano Giolo on 26 Luglio 2011 at 23:06

    E tornano in mente istanti distanti
    istanti di astanti che corrono al rialzo
    perché io sono ciò di cui hai bisogno
    perché ti renderei felice
    io e solo io,
    perché offro di più
    perché offro al rialzo
    perché seppur distanti,
    seppur con vite a se stanti
    ricordiamo di istanti destanti
    momenti che risvegliano l’anima

    Sogno o son desto?
    Solo questo il testo.
    E d’istante un ricordo.
    D’estate un ricordo.
    Destate un ricordo.
    Un istante lungo una vita.

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  • Cuori
    by Stefano Giolo on 24 Dicembre 2010 at 23:00

    Penso al tuo cuore, così nomade, così caldo
    al mio così apparentemente stabile, così apparentemente freddo.

    Penso al tuo sguardo quella notte,
    sguardo di madre e sguardo di bimba,
    alle tue mani sul mio petto come fosse l’unico luogo.

    E penso a quei cuori a navigare nel mondo accanto,
    Il mio che lentamente si scalda col tuo
    il tuo che pian piano prende casa, prende un luogo
    il suo luogo.

    Penso ad un cuore che non è che due uniti
    penso a noi, ancora noi,
    all’alchimia che ci unisce,
    e poi… poi guardo te negli occhi, prendo le tue mani e camminiamo assieme

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  • Il mio mondo di scrivere è cambiato.
    by Stefano Giolo on 5 Settembre 2010 at 20:59

    Il mio mondo di scrivere è cambiato, si il mondo non il modo.
    Accorgermene è stato quasi improvviso, quasi in quanto in realtà sotto sotto me ne stavo accorgendo da anni.

    Ho scritto diversi libri, quelli che ho completato sono tutti di Poesia. Ho pubblicato “Contrapposizioni” che in quel momento era il meglio di ciò che avevo ma che pecca a tratti dei difetti della gioventù, ho tentato poi di pubblicare “Ritratti” che nonostante sia ormai datato a rileggerlo mi emoziona ancora, è ricco di citazioni, cita ognuno degli altri libri che ho scritto e mai pubblicato, contenine significati più o meno nascosti nei meandri delle frasi, come e meglio di “Contrapposizioni“, e soprattutto contiene tanto, tanto me. Ho cercato di pubblicarlo ma ho avuto solo problemi, tanto da dovermi rivolgere ad avvocati. Ci proverò ancora, lo so già,
    Poi… finito ritratti ho cominciato a dire che scrivo poco, che non scrivo più.

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  • Del suo sorriso, della bellezza.
    by Stefano Giolo on 4 Settembre 2010 at 12:35

    Avevi uno sguardo che avrebbe lasciato passare oltre ogni difetto, fisico o psicologico che fosse.
    Avevi uno sguardo che avrebbe lasciato passare oltre ogni cosa che non fosse il mio cuore, o forse il cuore di chiunque abbia un minimo, infinitesimo gusto per la bellezza: la bellezza in genere, non i visi, le donne, non i paesaggi, non i tramonti estivi in lidi caraibici, la bellezza in genere, un ideale più alto.
    Un sorriso di quelli che immagini sorridere anche quando chi lo porta sta piangendo, un sorriso che anche nel momento più drammatico avrebbe la capacità di farti pervadere da un senso di bene profondo.
    Quel giorno ero ad una festa, difficilmente ricordo neppure cosa si festeggiasse, c’era molta gente e poca che si conoscesse ed in mezzo a tutta quella gente d’un tratto vidi un sorriso, uno di quelli che ti entrano dentro e poi non li puoi più scordare.


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  • Il mio libro su google books
    by Stefano Giolo on 4 Agosto 2010 at 19:04

    Come da oggetto Contrapposizioni è su google libri!!

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  • Ricordi di ricordi di ricordi di ricordi di ricordi di ricordi
    by Stefano Giolo on 24 Luglio 2010 at 12:29

    Ci sono momenti che restano trasversali alla vita.

    Incroci qualcosa, qualcuno, una persona, la incroci in un momento della tua vita, come un linea trasversale alla tua, come un vettore che si incrocia.

    Cambia la tua vita? No, non è cambiato nulla, ma è cambiato tutto.
    Non si torna indietro. Non si torna indietro a prima di questo incontro, ma non si torna indietro neppure al momento in cui è stato.
    Non si torna mai indietro  e basta.

    Eppure alcune parole, alcuni istanti, alcuni scambi fanno rivivere ancora, e ancora, e ancora i sogni le sensazioni i sentimenti i colori le luci gli odori di allora, la pista, il sole, la tangibile mancanza di un fuoco che sarebbe bello ci fosse stato, la comprensione profonda di sconosciuti, di vite parallele, una vita parallela alla mia accanto alla vita parallela di qualcun altro che viveva come me una vita parallela alla propria.

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  • Goccia
    by Stefano Giolo on 6 Giugno 2010 at 21:29

    Una goccia che cade.
    Liquido denso sulla superficie di un’altro.

    Una goccia di miele in un bicchiere di bianco caldo latte.

    Ed erano anni, forse millenni, ere che quella goccia dall’alto si formava,
    lentamente.

    Con.

    I.

    Suoi.

    Tempi.

    Lentamente.

    E non c’è un perché, non c’è un quando, non c’è nulla da chiedere o chiedersi.

    Lentamente.
    A formarsi da un piccolo infinitesimo puntino a raccogliere sostanza,
    raccogliere e ingrandirsi, prendere forma,
    scolpirsi, modellarsi fino ad essere tonda, grande, forte,
    fino a sentirsi pronta.

    Per poi infine scendere.
    Lanciarsi,
    lasciarsi andare.

    Giù.

    Volare un istante,
    o cadere con stile.

    E giù
    fino all’impatto, dolce, lieve ma deciso.
    Sentirsi per qualche momento allargare sulla superficie mentre questa si sposta,
    sentirsi per qualche istante espandersi e ritirarsi per mantenere la propria massa
    la propria essenza,

    e poi lentamente disfarsi, confondersi, scendere come in un piccolo flusso unendosi

    facendo parte stessa del resto,

    creando qualcosa che non è più l’uno o l’altro,
    creando qualcosa.

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  • Certe donne
    by Stefano Giolo on 24 Marzo 2010 at 14:05

    Certe Donne
    -Enrico Ruggeri-

    Certe donne è meglio immaginarsele
    che confrontarle con le contingenze.
    Certe donne è meglio non conoscerle,
    oppure assaporarne le partenze.
    Non così tu, che non accampi mai pretese,
    tu che quando dai non badi a spese,
    tu, che riesci a ridere e aspettare,
    tu, che riesci a farmi chiaccherare quando dovrei stare male.
    Certe donne è meglio conquistarsele
    per raccontare tutto ai propri amici,
    o riuscire poi a liberarsene
    fino a sradicarne le radici.
    Non così tu che non ti metti a protestare,
    tu che non sai “farti consolare”,
    tu che ancora sai cos’è il perdono,
    tu, che lo consideri un bel dono
    da portare qui al tuo uomo.
    E a te che non fai guerre qui in quest’epoca nervosa,
    io voglio regalare questo ramo di mimosa.
    Lascia che continuino a parlare,
    questo mondo così uguale non meriterebbe te.


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  • Alda Merini
    by Stefano Giolo on 1 Novembre 2009 at 23:18

    “Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita”

    “Amore mio | ho sognato di te come si sogna | della rosa e del vento. (Lirica antica)”

    “Tutti gli innamorati sono in Cristo. ”

    “Ascolta il passo breve delle cose.
    − assai più breve delle tue finestre −
    quel respiro che esce dal tuo sguardo
    chiama un nome immediato: la tua donna.”

    Ciao Alda.

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  • Muro
    by Stefano Giolo on 1 Novembre 2009 at 21:05

    Eri tu quel muro.
    Ed io ad avvicinarmici. Osservarlo.
    Spostarmi a destra e a sinistra come per studiarlo.
    Toccarlo lentamente con paura e ritirare la mano.
    Allontanarmi di scatto.
    Guardarlo ancora, a destra, a sinistra.
    Sfiorarlo ancora e sfuggire.
    E poi pian piano toccarlo nuovamente con più confidenza, pian piano.
    Fino a posarci il palmo, abbracciarlo lentamente.
    Allontanarmi senza più perderne il contatto, carezzarlo dolcemente
    e poi ancora senza perderne il contatto sedermici accanto, mantenendo l’abbraccio,
    posando su di lui il mio viso, addormentarmici a contatto.
    Rimanere accanto a lui.
    Eri tu quel muro.

    E poi, prima di andarmene, un inchino per ringraziarti di tutto ciò che sei.

    Di ciò che sarai.

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  • Immagini di te
    by Stefano Giolo on 16 Ottobre 2009 at 19:47

    Immagini di te

    Oggi ho ripensato alle immagini di te.
    Ai tuoi sguardi,
    le tue espressioni,
    i tuoi movimenti che erano ormai diventati parte di me.

    Avevano tramutato i miei.

    Riguardo tutto questo
    e mi accorgo
    che sta scomparendo.

    Stai scomparendo.

    Sto scordandoci lontano,
    tra i fantasmi del divenire.

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  • M' innamorerei…
    by Stefano Giolo on 11 Ottobre 2009 at 17:05

    M’ innamorerei

    Come una pistola carica.
    Il dito sul grilletto.
    Teso.
    Basterebbe lo tendessi ancora un infinitesimo per colpirmi.
    Basterebbe lasciarmi andare un’istante.

    M’innamorerei,
    basterebbe un tuo sorriso di troppo.

    O una parola.

    M’innamorerei.

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  • Il lago nel mare.
    by Stefano Giolo on 5 Ottobre 2009 at 12:50

    Ci sono luoghi nel mondo, neanche troppo lontani da noi dove accadono piccolezze infinitesime che danno visioni, che cambiano la prospettiva di vedere, che rovesciano l’essere, per sempre o anche solo per qualche istante.
    Un po’ torna alla mente il nostro vecchio naufragio di qualche anno fa mentre si naviga tutti al largo di Chioggia, il sole forte anche se non caldo, l’odore del sale, i delfini che saltano, e ancora le onde che scivolano sotto la chiglia.
    Obiettivo il relitto dell’Eudokia II una nave cargo abbastanza grande da entrarvi, e visitarne le cabine, la sala macchine, osservare la crepa dello scontro con la nave che l’ha fatta affondare, casa di molteplicità di pesci e colori.
    Ma non è l’Eudokia che più mi fa pensare ma l’aria.
    Così vicino a noi, così facilmente riproducibile e al contempo così raro da vedere c’è un fenomeno che accade all’interno dei relitti, o nelle grotte sommerse, o volendo anche in una semplice scatola immersa nell’acqua.

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  • Sguardo nello sguardo
    by Stefano Giolo on 25 Settembre 2009 at 18:51

    25/09/2009
    In tutto questo,
    in fughe e ritorni,
    in amori di pochi istanti,
    in sogni
    sei lontana e mi torni in mente.

    Il tuo sguardo tatuato nel mio,
    io guardo, osservo,
    lentamente osservo il mondo

    lo vedo attraverso il colore dei tuoi occhi
    osservo il mondo come in trasparenza del tuo viso
    ed in ogni microamore
    in ogni microincontro rivedo ancora una volta lo stesso sguardo
    lo sguardo del mondo
    -del mio mondo-

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  • Incontri
    by Stefano Giolo on 25 Settembre 2009 at 17:30

    23/09/2009
    Oggi mi sono innamorato non so di chi…
    c’erano tante persone,
    tanti visi, sguardi, sorrisi.

    Mi sono innamorato non so di chi,
    ma se l’incontrassi di nuovo la riconoscerei tra mille.

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  • Osservarti
    by Stefano Giolo on 26 Agosto 2009 at 19:46

    Osservarti
    20/08/2009

    È ad osservarti
    ad osservare il tuo sguardo
    ad osservare il tuo sorriso che acquisto consapevolezza

    Come a sapere che a accanto staremmo bene
    come a sapere che non staremo mai accanto
    come a sapere che giochi
    come a vedere che volente o nolente anche io sto giocando
    come complicità bilaterale di chi sa di non voler nulla ma di poter molto.

    E poi ti guardo mentre sorridi
    scherzi
    mi saluti con complicità e ridi.

    E domani tutto è nulla.

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  • Mani, profumi
    by Stefano Giolo on 25 Agosto 2009 at 18:39

    Nella folla oggi ho toccato mani,
    tra queste la mano di una sconosciuta che mai rivedrò.

    Nella folla oggi ho sfiorato mani,
    tra queste il ricordo di una che mai più stringerò.

    Nella folla oggi ho toccato mani,
    una, una sola col tuo profumo.

    Fluiscono i ricordi dalle mie dita,
    entrano in testa,
    ruotano,
    volano,
    legano.

    Ed infine escono dalle mie labbra come sorriso.

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  • E Così hai scelto
    by Stefano Giolo on 24 Agosto 2009 at 19:46

    E Così hai scelto
    20/08/2009

    E così hai scelto.
    Così sei ciò che sei
    sei ciò che vuoi
    sei ciò che sogni.

    E così hai scelto ciò che è giusto
    ciò che sarà il tuo futuro

    Così hai scelto.

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  • Ferita
    by Stefano Giolo on 24 Agosto 2009 at 12:16

    Sanguina ancora la ferita fattami per evitare un tuo bacio,
    era l’orgoglio a spingermi,
    il senso di ciò che era il mio scopo.
    Sanguina ancora la mia ferita nella carne
    come ricordo indelebile dell’orgoglio
    come ricordo di ciò che dovevo e non ciò che ero.
    Sanguina ancora.

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  • Fine
    by Stefano Giolo on 23 Agosto 2009 at 19:46

    Fine
    20/08/2009

    È sempre alla fine che scrivo,
    all’inizio talvolta
    ma quasi mai mentre vivo.

    È sempre alla fine che scrivo,
    ed è per questo che di te
    -te che vorresti leggere-
    non scrivo

    Ed è per questo che alla fine scrivo sempre di te che non vorresti più leggere.

    È sempre alla fine che scrivo,
    quando non c’è più altro da fare.

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  • Osservare sguardi
    by Stefano Giolo on 22 Agosto 2009 at 19:46

    Osservare sguardi
    20/08/2009

    Capita talvolta di sentir raccontare una storia commovente,
    in mezzo a tanta gente.
    Sentire raccontare una storia commovente, magari di incontri, di affetti fraterni riscoperti,
    di vite difficili che incontrandosi cambiano il corso.
    Più di una volta mi sono ritrovato a non seguire il racconto ma i vostri sguardi.
    Restare a fissare gli sguardi attenti, osservare sorrisi e lacrime spuntare, guardare l’emozione formarsi lentamente, creare e maneggiare e scolpire e modificare espressioni di una profondità quasi innaturale.
    Lasciarmi carezzare non dalle parole ma dalle anime che si rivelano, dalla sensibilità dall’essere vivo di chi mi circonda.

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  • Poesia
    by Stefano Giolo on 22 Agosto 2009 at 19:44

    16/08/2009
    C’è una strana cosa nell’essere riconosciuto come poeta: non sei costretto a mostrare di essere romantico, anzi talvolta puoi permetterti di non esserlo affatto.

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  • Pensiero
    by Stefano Giolo on 4 Agosto 2009 at 13:29

    Pensiero
    03-04/08/2009

    Il pensiero di non pensarti mi porta a pensare ciò che non penserei:

    C’è un pezzettino di me che è rimasto in te e quando ti penso canta
    Ed io lo ascolto cantare.
    E lui canta fiabe stupende.

    C’è un pezzettino di me che è rimasto in te e quando vedo quei colori danza
    Ed io lo guardo danzare.
    E lui danza per te.

    C’è un pezzettino di me che è rimasto in te e quando sento dei profumi canta
    Ed io lo ascolto cantare.
    E lui racconta di te.

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  • Bologna
    by Stefano Giolo on 2 Agosto 2009 at 15:20

    Bologna
    25/05/2004

    È ancora fermo a quell’ora
    l’orologio della stazione.
    Quando la gente saliva sul proprio sogno,
    per un viaggio che non era l’ultimo
    ne il più bello forse,
    ma era il loro,
    la vita.
    Persone immerse nella routine,
    tristi,
    felici,
    amanti,
    piccoli infanti.
    Ed ora sono un ora,
    una crepa in un muro
    coperte da torri lontane
    da persone non nostre che ci fanno pensare più che loro.

    (Da “Contrapposizioni” – Stefano Giolo – Il Filo Edizioni)

    ANTONELLA CECI anni 19
    ANGELA MARINO ” 23
    LEO LUCA MARINO ” 24
    DOMENICA MARINO ” 26
    ERRICA FRIGERIO IN DIOMEDE FRESA ” 57
    VITO DIOMEDE FRESA ” 62
    CESARE FRANCESCO DIOMEDE FRESA ” 14
    ANNA MARIA BOSIO IN MAURI ” 28
    CARLO MAURI ” 32
    LUCA MAURI ” 6
    ECKHARDT MADER ” 14
    MARGRET ROHRS IN MADER ” 39
    KAI MADER ” 8
    SONIA BURRI ” 7
    PATRIZIA MESSINEO ” 18
    SILVANA SERRAVALLI IN BARBERA ” 34
    MANUELA GALLON ” 11
    NATALIA AGOSTINI IN GALLON ” 40
    MARINA ANTONELLA TROLESE ” 16
    ANNA MARIA SALVAGNINI IN TROLESE ” 51
    ROBERTO DE MARCHI ” 21
    ELISABETTA MANEA VED.

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  • Note
    by Stefano Giolo on 31 Luglio 2009 at 19:58

    Note
    lente

    un pianoforte

    note
    conosciute nel tempo navigano come onde
    crescenti e calanti

    Note
    ed una Luna non del tutto piena osserva quanto accade
    osserva due anime danzanti
    osserva intrecci come fuochi fatui
    osserva quel che non sarà raccontato
    osserva quel che non sarà alla luce del giorno
    osserva quel che non sarà

    Note
    Notte
    Silenzi

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  • Frange di ricordi
    by Stefano Giolo on 30 Luglio 2009 at 17:05

    Frange di Ricordi
    30/07/2009

    Malinconia del ricordo di canti
    De Andrè, Battiato, un pizzico di Tozzi, i Modena
    ma non importa neppure che cosa

    il ricordo di sorrisi

    impugno la mia penna come fosse ancora lei,
    come ci fosse ancora lei
    e scrivo

    “io mi dico è stato meglio lasciarci
    che non esserci mai incontrati”

    pensando alla sua voce,
    alla mia penna
    alle parole

    e ruoto come il seme degli aceri
    ruoto nel vento

    verso

    lentamente

    un fiore lontano
    verso

    lentamente

    un porto

    porto rosso in un bicchiere bombato

    e quel mondo come in una bolla che se la giri scende la neve
    quel mondo resterà conservato nel tempo
    nell’anima come scritto un po’ indeciso, insicuro
    come con un pennino lento e riflessivo
    indelebile
    forte

    quel mondo comunque
    per sempre come volando
    sfiorando
    carezzando la mia testa ogni giorno

    le frange di quel ricordo resteranno
    -comunque sia-
    dove stanno

    i miei sogni di un nuovo mondo
    -comunque sia-
    voleranno ancora verso quel mare.

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  • 静寂
    by Stefano Giolo on 25 Luglio 2009 at 22:18

    Ci sono sere, notti, lunghe ore in cui qualcosa nell’aria appare diverso, qualcosa nell’aria scivola al di sotto della pelle, lentamente.
    Guardi il cielo e taci.
    Lasci che questa notte, questa luce, il silenzio ti attraversino e stai lì come un lenzuolo attraversato dalla brezza della primavera, stai lì come i petali di un’orchidea che respirano il sole.
    Stai lì e lasci che il mondo vada avanti da solo.

    foto di Sofia Bollo Sufei

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  • Casa
    by Stefano Giolo on 19 Luglio 2009 at 12:46

    Sono a casa,
    si, a casa.
    Un divano, una tv, un computer, il mio bagno.
    Allungo una mano ed ho tutto.
    Allungo la mano e non ho niente.

    Niente.

    Accendo questa TV e vomito lo schifo che c’è dentro,
    guardo le notizie sui giornali,
    guardo il mondo sorridente che si crea sofferenze con le telenovela e il gossip.

    Osservo.

    Osservo ma non ne sono partecipe.
    Osservo ma penso ai giorni passati.

    Penso a persone senza TV, senza un divano, senza una casa
    penso a persone che per lavarsi devono fare cento metri dalla “propria” tenda
    penso ai sorrisi, agli abbracci.

    Non ci sto,
    non ci sto,
    non credo sia questo il mondo reale
    non credo sia questo il mio mondo.

    Non credo sia questa la verità.

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  • 05/06/09
    by Stefano Giolo on 6 Giugno 2009 at 18:19

    05/06/09
    A te

    Strano rivedere il tuo volto
    dopo tanto
    dopo anni
    dopo chissà quante cose.

    rivederlo qui a terra.
    Immobile.

    Il tuo sorriso semplice che non racconta chi sei:
    hai imparato a fingere.
    Il tuo sguardo così disarmante come di bimba.
    Eppure dietro c’era altro
    molto altro.
    Troppo altro.

    Rivederti qui a terra accanto a me che ti osservo da lontano
    cosa cercavi dalla tua finestra?
    Cosa cercavi quando hai deciso di scendere?
    Di andare.

    Ricordo quando da piccola ti schernivano
    per il tuo nome Carlotta
    e per le orecchie
    e a me dava fastidio, eri così bella.
    Ricordo il tuo sorriso che non era quello di questi anni
    ricordo poi il silenzio.

    Ed ora ti guardo qui
    a terra dove tu non sei più e mi chiedo cos’hai cercato
    mi chiedo se l’hai trovato
    mi chiedo quali fossero i tuoi sogni irraggiungibili

    e mi guardo attorno.
    Tutto così indefinito e definitivo.

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  • Fu allora.
    by Stefano Giolo on 29 Maggio 2009 at 17:17

    Fu allora
    27/05/09

    Fu nel momento stesso in cui la vidi che accadde
    o forse quello fu il momenti in cui mi accorsi che era accaduto.

    Fu il punto di non ritorno,
    la fine
    l’inizio.

    Fu quello l’istante e dove come chi quando non importa.
    Fu quello l’istante.
    Fu quello l’istante

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  • Tempesta
    by Stefano Giolo on 18 Maggio 2009 at 17:15

    La mia mente è schiacciata,
    il cervello in una morsa,
    una tempesta di sentimenti,
    ricordi,
    speranze,
    freni.

    La mia mente vola
    con pesi alle ali vola
    vola lontano
    vola a folle velocità
    vola frenata dai tuoi sogni che sono felice tu abbia
    la mia mente corre,
    fugge,
    rincorre
    ed ancora come un cane impazzito cambia direzione
    corre come nella neve,
    e vola
    vola nel cielo

    La mia mente come vento
    come nubi
    come pioggia
    come ricordi che saltano da un ramo all’altro
    rimbalzano tra i fiori
    tra i sentimenti
    i ricordi
    le aspettative
    e i freni
    e i silenzi musicati.

    La mia mente vola.
    La mia mente penetra.
    La mia mente viola.
    La mia mente.
    La mia mente sfiora.

    La mia mente viola, rossa, arancio, arcobaleno multicolore irridescente cambia da dove l’osservi.

    Mente e non l’ascolterò.

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  • Di spalle alla luce in fronte.
    by Stefano Giolo on 18 Maggio 2009 at 16:16

    Io non lo so il perché ho detto Addio,
    non lo so perché ho voltato le spalle ad una luce nel buio,
    non so cosa avessi dentro ma so che c’è ancora,
    so che se tornassi indietro lo rifarei ancora
    per tutto ciò che è stato
    breve o lungo che sia lo rivivrei come è stato
    gli stessi errori,
    gli stessi sorrisi,
    gli stessi istanti.

    Le tue lacrime in camera e la Luna piena di sfondo a entrare dalla finestra aperta
    era estate
    ed io ad ascoltarti, capirti, stringerti al cuore
    ed infine d’un tratto baciarti in quel momento esatto:
    l’unica cosa giusta da farsi.
    L’unica cosa che avesse senso in quell’istante tra le stelle.

    E le notti sotto le stelle mentre tu ti avvicinavi al mio volto
    ed io a fuggire le tue labbra
    non volevo accettare il tuo amore
    io a non cedere
    io a fermare con stupide battute gli istanti
    io a e cedere infine crollando sotto un tuo sguardo che mi osservava dal basso
    come da un albero piantato sul tetto del mondo da cui ridere della vita
    cedere ancora e ancora su di un prato,
    accanto ad un castello.

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  • Desiderio
    by Stefano Giolo on 15 Maggio 2009 at 11:22

    Desiderio
    (14/05/09)

    È desiderio d’affetto
    è desiderio di Nuovo

    forte

    urlo silente
    misto d’urlo di battaglia e di sospiro

    Squarcio dirompente di pace la confusione della vita.

    È desiderio incompiuto da compiere
    è desiderio il profumo nell’aria e non sogno.
    Cambia il mondo.

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  • Petali.
    by Stefano Giolo on 14 Maggio 2009 at 11:22

    Petali
    (13/05/09)

    Petali profumati portati dal vento si posano sulla liscia pietra del quando.

    Il perché vaga ancora,
    tra i meandri di questa palude.

    Chissà nascosto dietro un verbo verde osserva

    E resta un dunque a proseguire.
    Il dunque sta andando avanti.

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  • Mi voltai.
    by Stefano Giolo on 13 Maggio 2009 at 11:22

    Mi voltai
    (12/05/09)

    Mi voltai.
    Non potevo sopportare di vedere il vento torturare e portar via i miei sogni.

    Mi voltai come per fuggire l’inevitabile, il destino.

    Mi voltai e mi tappai le orecchie per non sentire le urla.

    Passò del tempo.

    Poi mi rigirai a guardare.
    Non era cambiato nulla.
    Il vento imperava e con lui la pioggia.

    Mi avvicinai
    lo strappai con le mie mani
    lasciai che lo portasse via.
    Il vento.

    Non potevo sopportare fosse lui a strappar via i miei sogni.

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  • Frutto
    by Stefano Giolo on 12 Maggio 2009 at 11:22

    Frutto
    (11/05/09)

    Entra la brezza dalla finestra di camera mia,
    brezza primaverile che scivola sulla mia pelle
    sui miei pensieri
    sulle mie ferite

    Ed io resto qui nel silenzio
    avvolto
    nel suono di una chitarra classica e di un flauto
    alla luce di una candela che danza.

    Resto qui.

    Resto a chiedermi cosa sia giusto e cosa no
    a chiedermi che cosa ci sia dentro me.

    Come un frutto,
    come una pesca da aprire
    con uno schiocco vorrei sapere cosa c’è nel nocciolo.
    Dentro me
    dentro me.
    Nel profondo sotto la dolcezza
    nel profondo sotto l’essenza stessa.

    Per scoprirlo, per raggiungere il nocciolo
    per raggiungere il dentro però vorrei vivere
    vivere tutto ciò che c’è attorno

    e non importa cosa troverò

    non importa cosa c’è dentro perché avrò vissuto il gusto
    avrò vissuto profumi inebrianti
    avrò vissuto i colori

    avrò vissuto.

    Entra la brezza dalla finestra della mia camera,
    brezza primaverile che mi carezza la pelle
    i pensieri
    le ferite

    Ed resto qui nel silenzio
    avvolto
    nel suono di chitarra classica e di flauto
    nella luce di una candela danzante.

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  • Fiore
    by Stefano Giolo on 11 Maggio 2009 at 11:22

    Fiore
    (30/04/09)

    Ti osservo
    da lontano,

    per quel che posso ti osservo fiore

    fiore forte
    aggrappato al terreno nella tempesta di questi giorni

    aggrappato

    i petali si piegano al vento
    segnati
    feriti

    i petali ricchi dei tuoi colori
    il tuo profumo

    il tuo profumo

    il tuo profumo si spande e si mescola a quello della terra bagnata e ti osservo

    non ti arrendi
    lotti
    forte

    ma ti vorresti appoggiare
    riposare
    lasciare che sia il sole a scaldarti

    darti vita

    illuminarti

    ti osservo fiore sporco di terra a lottare
    ti osservo incantato

    non ti si può mettere in una teca di cristallo
    morresti
    non ti si può proteggere in alcun modo
    ma ti osservo e prego perché torni il sole
    perché questa tempesta divenga rugiada

    perché i tuoi colori possano tornare a splendere
    e il tuo profumo spandersi nell’aria.

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  • Sguardo
    by Stefano Giolo on 16 Aprile 2009 at 20:30

    è stato il suo sguardo a cambiare la mia visione del mondo, è stato un istante solo a cambiarmi la vita, è stato solo quel momento che ha racchiuso tutto quello che c’è stato dopo, ne i suoi sguardi precedenti, ne quelli successivi, ma uno sguardo solo. Indelebile come un tatuaggio.
    Indelebile. Poi sono nato e da allora sono passati secoli, o millenni, sono passate vite, sogni, destini, morti, sono passate anime.

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  • Luce Chiara
    by Stefano Giolo on 15 Febbraio 2009 at 23:09

    Luce Chiara
    15/02/2009

    Osservo il tuo sguardo
    lucido di lacrime
    gioia
    comprensione
    sogni
    osservo il tuo sguardo che osserva a sua volta
    dentro te
    come fosse dentro me osservarti

    E poi…
    e poi d’un tratto dal banale si entra in qualcosa che è nubi
    ed è cielo ed è montagna e i fiori che la popolano
    e luci
    e colori
    e neve
    e prati
    e tutto
    e tutto ciò che è contraddizione stessa del tutto
    tutto e ciò che ancora si scontra con l’esistenza
    e ciò che non esiste si trova ad essere tutto ciò che è e che ha senso
    tutto ciò che credevo realtà si capovolge
    tutto ciò che un giorno prima era il mio essere diviene il non essere, il perdere me stesso
    tutto ciò che era il mio fuggire diviene il mio divenire
    d’un tratto il cielo diventa mare e il mare cielo,
    la terra innevata diviene nube bianca, le rosse nubi fiori, i fiori stelle
    ed io a testa in giù cammino sulle mani e rido,
    rido ancora un po’ prima di saltare verso un cielo di nubi sparse,
    prima di saltare tra fiori e stelle
    e foglie e lucciole che erano prima stelle
    e farfalle che eran prima foglie
    e immagini di quadri che ora sono realtà e luoghi divenuti immagini
    e sogni.

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  • Edgar Poe
    by Stefano Giolo on 19 Gennaio 2009 at 14:55

    “Mi hanno chiamato folle; ma non e’ ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell’intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione della mente a spese dell’intelletto in generale”.

    Ricorre oggi, 19 Gennaio 2009 Il duecentenario della nascita di Edgar Poe.
    Sono molto legato a lui come scrittore di poesia.
    Di lui ancora molto di quanto si studia della sua vita è incerto, sbagliato o impreciso, di lui per molto ancora si parlerà e si scriverà. Precursore di molti venuti dopo, genio incompreso all’epoca, abbandonato e solo.

    Edgar Poe, non Edgar Allan Poe. Lui avrebbe voluto essere ricordato con questo nome.

    A..

    Non m’importa che la mia terrena sorte
    ben poco abbia di terreno in sè –
    che anni d’amore così siano cancellati
    nell’astio di un momento: –
    a me non duole, o cara, che altri infelici,
    di me siano più felici,
    ma che tu abbia a soffrire per il mio destino,
    che è solo quello d’un fuggitivo.



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  • Io sono.
    by Stefano Giolo on 17 Gennaio 2009 at 20:37

    Sono un illuso
    -un illusore?-
    Sono un sogno
    -un sognatore?-
    Un misto d’amore
    -o di indifferenza-
    e speranza
    -o cinismo?
    Sono tutto questo e nulla?
    Chi o cosa sono?

    Io lo so
    -lo sai, lo sei-
    Lo so chi sono
    migliore di un tempo passato
    -e inconsapevole-
    peggiore di un tempo futuro
    -e consapevole-
    io sono e attendo
    io suono e attendo

    Io darò quel che posso,
    sarò quel che posso.

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  • Inizi
    by Stefano Giolo on 26 Novembre 2008 at 04:18

    Un fuoco.
    Iniziò tutto lì?
    Un fuoco?
    O forse prima, si
    tra le costruzioni,
    rialzate, tende, tavoli.
    Corde e legno,
    legature e sostegni.

    Pochi sguardi.

    Intesa.

    Non servì molto altro che due parole, una battuta
    uno sguardo, sfuggente
    uno sguardo di simpatia
    uno sguardo di interesse
    uno sguardo di intesa
    uno sguardo di complicità
    e tutto divenne clandestino.

    Ricordi confusi nel tempo,
    istanti confusi come vecchi disegni in grafite sporcati, sbavati, strisciati.

    Li guardo ancora ed ancora

    una parte è viva,
    intonsa come appena disegnata,
    scolpita:
    il tuo sguardo, il tuo sorriso.
    Lì.
    Immobili come allora.
    E da quell’immagine si diramano ancora altre immagini,
    torna il fuoco, il cerchio, la complicità, l’intesa,
    l’interesse, la simpatia, lo sguardo sfuggente a rincorrersi per istanti qua e là.

    Tu sai, io so, io so, tu sai,
    e nessun’altro ancora
    nessuno.

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  • Un'Angelo
    by Stefano Giolo on 15 Novembre 2008 at 20:06

    Un’angelo.

    Un istante
    un minuto
    un istante
    un ora
    non so,
    il tempo d’osservarne il tuo volto

    i capelli
    -rossi
    lunghi
    mossi-
    lunghi fin sulla schiena stendersi.

    Un istante
    o non so,
    forse una vita.

    Guardo me,
    guardo dentro brutture nel cuore,
    oscurità.

    La osservo angelo di certo.

    Guardo me,
    guardo dentro e colori, e nulla,
    e luce.

    E poi scompare.
    Per sempre?

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  • Nebbia….
    by Stefano Giolo on 10 Novembre 2008 at 19:01

    Cammino.
    Nella nebbia fitta di una mattina autunnale
    vorrei scrivere.
    Prosa o poesia non importa
    vorrei scrivere e non importa neppure cosa.

    Dopo una notte insonne vago ancora nelle vie della zona industriale
    a piedi
    a piedi perché non ho un auto
    a piedi perchè è più Vero
    più vivo respirare la nebbia così e lentamente muoversi,

    lentamente

    pensare
    lentamente
    essere
    vivere

    E che importa essere in piedi da più di ventiquattro ore?
    E la fame, e la stanchezza che importano?

    C’è il tempo
    mentre gli altri freneticamente iniziano la giornata,
    c’è il tempo,

    la consapevolezza dello scorrere lento,
    c’è il tempo che rallenta

    quando

    lo

    desidero

    quanto

    lo

    desidero

    ed è mio,
    nelle mie mani c’è il tempo.

    E così non serve voler essere, voler vivere, voler scrivere,
    basta essere

    vivere

    scrivere.

    Semplicemente.
    Molto semplicemente.

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  • Il tempo…. il tempo.
    by Stefano Giolo on 8 Novembre 2008 at 17:52

    Correvo, correvo.
    Lavoro, sala prove, altra sala prove, da una parte all’altra della provincia, correvo senza pausa senza tempo con l’animo infervorato dei sogni che rincorro che vivo che creo tra le mani correvo veloce e d’un tratto quasi sulla rampa per entrare in tangenziale vidi un uomo

    distinto
    anziano ormai

    d’istinto mi si fermò il cuore

    lentamente

    lentamente spingeva una bici.
    La sua vecchia bici nera
    d’una fattura che non poteva che essere di cinquant’anni fa.

    Attorno campi,
    campagna
    e una strada veloce,
    una strada che furtivamente si è inserita in quell’ambiente ancora così agricolo,
    naturale.

    E penso a come per me cambino i tempi, a come sia veloce ogni cosa, ogni comunicazione ogni rapporto, ogni inizio, ogni fine, veloce, veloce, ininterrotto, interrotto ma in fretta per riprendere qualcosa successivo, di corsa, e cambiare gli abiti, le auto, e cambiare i telefoni, e cambia la tecnologia e la comunicazione e cambia ancora il mondo, si trasforma, l’economia e…

    e quell’uomo,
    lentamente,
    spinge una bicicletta ormai vecchia,
    ormai antica.



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  • Cammino, tra i colli veronesi
    by Stefano Giolo on 4 Novembre 2008 at 18:15

    Cammino, tra i colli veronesi,
    odore di pioggia, vento.
    Il tuo profumo mi ruota attorno come una nube,
    entra lentamente,
    entra con dolcezza dentro me con l’odore della pioggia,
    l’erba tagliata da poco,
    l’aria pulita.

    Cammino, tra i colli veronesi,
    ti penso,
    e il tuo profumo mi ruota attorno come il vento,
    entra dentro,
    entra con i suoni del cielo
    entra con le nubi impetuose
    entra.

    Cammino, tra i colli veronesi,
    e improvvisamente sto prendendo il volo
    tra il vento e la pioggia,
    volo, come in una nube che mi ha pervaso,
    volo lontano.

    Cammino tra i colli veronesi ma non sono più qui,
    sono già lontano,
    sono altrove,
    sono lì.

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  • Sonnet – To Science
    by Stefano Giolo on 17 Ottobre 2008 at 23:10

    Sonnet – To Science

    Science! true daughter of Old Time thou art!
    Who alterest all things with thy peering eyes.
    Why preyest thou thus upon the poet’s heart,
    Vulture, whose wings are dull realities?
    How should he love thee? or deem thee wise?
    Who wouldst not leave him in his wandering
    To seek for treasure in the jeweled skies,
    Albeit he soared with an undaunted wing?
    Hast thou not dragged Diana from her car?
    And driven the Hamadryad from the wood
    To seek a shelter in some happier star?
    Has thou not torn the Naiad from her flood,
    The Elfin from the green grass, and from me
    The summer dream beneath the tamarind tree?

    -Edgar Poe-



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  • Ka, Ka -Tet, Khef
    by Stefano Giolo on 16 Ottobre 2008 at 12:27

    Sento suoni talvolta come di ingranaggi rotti a scontrarsi nella mia testa, rumori, confusione, metalli a sbattersi, sento suoni di qualcosa che appare rotto.
    Solo col tempo poi, concentrandomi, mi accorgo delle campane, dei suoni lievi, del metallo che è di battacchi che impattano.
    Sono sottilità a muoversi dentro me, fuori.
    La contezza.
    La via.

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  • Rosa di Gerico
    by Stefano Giolo on 26 Settembre 2008 at 16:59

    Dammi solo una goccia di te e come a una rosa di gerico tornerò a fiorire come la prima volta.

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  • Complicità
    by Stefano Giolo on 2 Settembre 2008 at 14:58

    Complicità…
    ho da poco acquistato il nuovo CD Live dei Bluvertigo , preludio al loro ritorno sulle scene spero con un album all’altezza di precedenti.
    Beh credo che il loro brano a cui sono più legato sia complicità.

    Ricordo ancora quando Lei ed io ci allontanammo, un giorno freddo di anni fa, in luogo che era così Nostro, così intimo, così privato e che oramai non è più tale, sporco dall’inciviltà di studenti e pazienti e barboni.
    Addio.
    Addio per sempre nel gelido freddo, gelido il tempo, gelido io, gelida lei che passeggiava raccogliendo un fiore, guardandosi intorno, parlando lentamente mentre ascoltavo. Il mio finale “Addio”.
    Allontanarsi, salire in macchina ed andare. Andare dove, poi?
    Andare perché?
    Andare.
    Lontano, non importa.
    E poi un richiamo, come un sussurro nel vento.
    Dove sei? Dove sei?

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  • Porto rosso…
    by Stefano Giolo on 18 Agosto 2008 at 22:28

    Ci pensi mai al mio vestito elegante artistico trasandato?
    Ci pensi mai alla notte trascorsa tra le vie di Verona?
    Io penso alle tue scarpe che ti ferivano i piedi, alla tua gonna bianca.
    Ci pensi mai al parlar di Jazz con un viandante, al passeggiare con te sulle spalle?
    Ci pensi mai al bicchiere di Porto Rosso?
    Alla complicità di quel giorno?
    Di quei giorni?
    Passa ogni tanto, attraversa la mia mente, scorre dolce, lieve, scorre.
    Se ne va.
    Ma se penso a quel che era, quello è il giorno più bello.
    Era tutto già morto, tra il bello del passato e il brutto del tempo successivo.
    Era il limite massimo.
    Apice.
    Pienezza.
    E pensarci è dolce malinconia ma non tristezza.
    Un ricordo che come una goccia cade e rinfresca.
    Da allora è cambiato tutto eppure… eppure tu sei lì.
    Sei qui.
    Lotterò ancora sai?
    Si.
    Farò come tu mi dici e dicevi, farò così.
    Perché non è vero che non ho forza, e non è vero che non so lottare per ciò in cui credo.

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  • Notte…
    by Stefano Giolo on 8 Agosto 2008 at 12:44

    Il lago.
    La notte.
    Il lago nel buio la notte, tra le stelle e le luci della costa lontana,
    e scivolare sulla superficie liscia, scivolare come senza attrito.
    Non un sentore di umidità sulla pelle scoperta, non un soffio di vento in più ne in meno.
    Scivolare nel buio della notte tra le luci tra il cielo e l’acqua, tra il silenzio e il sciacquio delle onde.
    Non un filo di umidità sulla pelle scoperta.
    Fermarsi. Al centro.
    Nel silenzio.
    Cullati dal dondolio dolce e lieve del lago.
    Sia quel che sia nel mondo, sia quel che sia sulle coste ed oltre, sia quel che sia nella mia vita reale.
    Ora sono qui e questo mondo è mio, questo spazio seppur piccolo è mio, nostro.
    E non può essere invaso.
    Il lago.
    La notte.

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  • Fuoco dentro. Fuoco.
    by Stefano Giolo on 6 Agosto 2008 at 19:56

    Passarti accanto… pochi istanti fa.
    Passarti di fronte e farti un cenno (tremando) di saluto.
    Passarti accanto come uno sconosciuto e pensare alle parole che ti ho scritto, che ti scrivo in questi giorni (cose mie, tue, noi) e che probabilmente mai leggerai.
    Passarti accanto come senza esistere.
    Ignorato.
    Passarti accanto mi infiamma il cuore mentre osservo il tuo volto teso a guardarti attorno e a non vedere, non vedermi.
    Non sentirmi.
    Brucia -nel silenzio del nostro silenzio- la mia anima.
    Brucia perché io ti sentivo, sapevo eri lì, sapevo dove passare, sapevo l’istante.
    Deviazione improvvisa per farlo, per seguire il fuoco che sentivo dentro.
    Brucia passarti accanto, guardarti, sognare di avere il coraggio d’abbracciarti.
    Brucia il desiderio di dirti mille cose non dette e di sentir le tue.
    Brucia.
    Passarti accanto, pochi istanti fa per un istante breve.

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  • Mondi, bolle, sogni realtà
    by Stefano Giolo on 26 Maggio 2008 at 11:42

    Essere qui nel tuo mondo, condividere istanti di vita quotidiana, essere qui in questa bolla lontano dal mondo, lontano dalla mia vita eppure così vicino a me, dentro me.
    Profondamente in me.
    Essere qui a scivolar tra le lacrime di gioia per un tuo abbraccio al mattino e quelle tristi della consapevolezza di come tutta questa bolla stia per essere trascinata via lontano, lontano, lontano, lontano.
    Ma quanto lontano?
    Non lo so . Ho la consapevolezza che ancora non scoppierà, che ancora questa bolla non potrà andarsene per sempre. Ma potrà mai tornare? Potrà mai essere il mio mondo reale?
    Già lo è.. già lo è il mio mondo reale ma io vivo altrove.
    Sorrido, sorrido tanto nel mio mondo e rido e vivo, soprattutto vivo. Con pienezza, con emozione, con intensità più grandi di qualsiasi esperienza “moderna” possa dare senza il bisogno assurdo di rincorrere emozioni “forti” per riempire i vuoti dell’essere.


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  • Cane
    by Stefano Giolo on 7 Maggio 2008 at 23:55

    Come un cane impazzito dietro a sbarre
    come un cane impazzito a sbattere contro sbarre
    come un cane pazzo sbatto contro sbarre di ferro
    Sono io.
    E sono cane e sono sbarre
    e desiderio e razionalità.
    Come un cane che sbatte impazzito contro sbarre,
    come sbarre su cui sbatte un animale incattivito, pazzo.
    Come sbarre la razionalità.
    L’etica.
    La sopravvivenza.
    Come un cane impazzito i miei sogni, i miei desideri sbattono contro sbarre
    come un cane impazzito contro la mia mente razionale sbattono.
    Come un cane impazzito.
    Come sbarre.
    Sto qui.
    Tra me e me.
    Tra ferro e carne.
    Sto qui.
    Tranquillo.
    Come un cane impazzito a sbattere contro sbarre.

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  • Lunedì notte
    by Stefano Giolo on 23 Aprile 2008 at 10:57

    Lunedì mattina mentre tornavo da lavoro (alle sette e mezzo del mattino) ho scritto queste parole… poi me ne sono scordato e le ho ritrovate ora.

    “Fiori viola un cancello ed un viale alberato.
    Casa.
    Mi manca quel luogo.
    Fiori viola, campanule, e campanelli e tintinnii e suoni brillanti e il caldo di una tisana.
    Mi mancano.
    Ma qualcosa lontano deve ancora venire,
    verrà presto.
    O tardi.”

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  • Karol Józef Wojtyła
    by Stefano Giolo on 2 Aprile 2008 at 13:36

    Karol Józef Wojtyła (Wadowice, 18 maggio 1920 – Città del Vaticano, 2 aprile 2005)

    Come al tempo delle lance e delle spade, così anche oggi, nell’era dei missili, a uccidere, prima delle armi, è il cuore dell’uomo. (dal messaggio agli scienziati riuniti ad Erice nella prima sessione (1981) dei Seminari di Erice sulle Guerre Nucleari)

    Garantiamo il diritto a non emigrare. Costruire condizioni concrete di pace per i migranti e i rifugiati significa impegnarsi seriamente a salvaguardare anzitutto il diritto a non emigrare, a vivere cioè in pace e dignità nella propria patria. (citato ne Il Messaggero, 24 dicembre 2003, p. 12}}

    In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo – opera di giustizia è la pace – mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti. (dal Redemptor hominis, n.

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  • Paradosso
    by Stefano Giolo on 14 Marzo 2008 at 21:34

    Paradosso.
    Tu che mi hai ferito più d’ogni altra cosa in vita.
    Tu che hai distrutto i miei castelli a colpi di mortaio,
    che mi hai massacrato col tuo affetto senza pietà.

    Tu paradosso.

    Sei tu ora che curi le mie ferite,
    accarezzi le mie pene.

    Sei tu che senza darmi forza mi dici di rialzarmi
    ed io ti ringrazio.

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  • Incontro inaspettato
    by Stefano Giolo on 11 Marzo 2008 at 21:39

    Inaspettato incontro
    inaspettato atteso incontro
    strano
    ed essere come ero anni fa
    essere come non ero
    essere come fosse sempre stato
    essere come?
    Non so.
    Annuso il il tuo profumo sulla mia mano.
    Pongo.
    Odore di pongo?
    E porto rosso.
    Come mi pongo?
    Non importa.
    Dolce parentesi.
    (aperta?

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  • Parentesi
    by Stefano Giolo on 10 Marzo 2008 at 10:13

    Vorrei riuscire a far si che tu fossi solo un ricordo,
    come lo sono io per te.
    Vorrei far si che tutto quel che provo sia solo un dolce quadro stupendo di colori a pastello
    come lo è per te.
    (parentesi statica di cangianti colori,
    nella tranquillità dell’acqua che assorbe le sensazioni,
    sana ferite e lava.
    Parentesi statica di sogno lontano da ogni realtà.
    Mondo a parte.
    Parentesi statica internamente ricca di dinamicità.
    Parentesi dolce di sogni illusioni sorrisi e mille suoni.
    Parentesi tuttavia)
    Ma dovrei diventarmi un ricordo,
    dovrei sparire a me stesso.

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  • Primavera 2
    by Stefano Giolo on 1 Marzo 2008 at 16:37

    Oggi c’è il sole della primavera.
    Sole dolce, caldo.
    Ed io me ne sto qui rannicchiato al buio del mio letto
    con una sola lacrima a scendere dall’angolo dell’occhio.
    Sto qui.
    Immobile.
    Sto qui in attesa che anche quest’anno passo.
    In attesa di qualcosa che ormai non aspetto più.

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  • Sogno
    by Stefano Giolo on 27 Febbraio 2008 at 12:28

    Svegliarsi il mattino da un sogno,
    dolce sogno.
    Dolce e forte desiderio.
    Stupendo.
    Svegliarsi un po’ delusi ed accoccolarsi ancora tra le coperte sperando di tornarvi almeno un po’.
    Un altro po’.
    Pochi istanti.
    Cullarsi nel ricordo.
    E poi vivere il giorno nel ricordo di quelle sensazioni dolci.
    Nel sogno.

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  • Fiore Strappato
    by Stefano Giolo on 10 Febbraio 2008 at 21:12

    09/02/2008

    Fiore Strappato

    In mano un fiore strappato.
    Strappato anche dei petali.
    Nudo.

    I petali attaccati con lo scotch:
    vano tentativo di salvare ciò che era un tempo.

    Ma un fiore
    -amore-
    un fiore che ancora profuma
    un fiore che ancora da gioia
    un fiore che ancora può rinascere se curato.

    Un fiore.
    Pur sempre un fiore
    -Folle Folletto-
    Un fiore.

    Un  fiore può rinascere da se ed esser ciò che era.
    Migliore di qel che era.
    Più forte.
    Vero.
    Vivo.



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  • Buio cieco
    by Stefano Giolo on 10 Febbraio 2008 at 21:07

    09/02/2008

    Buio Cieco

    Camminavo.
    Nel buio cieco forse.

    Nulla attorno a me.
    Ostacoli.
    Ma forse era Lui a guidarmi.

    Camminavo nel vuoto di mille pensieri ricordi parole momenti.

    Vuoto cieco.

    Poi infine mi sedetti stanco.
    Mi sedetti immobile nel vuoto e appoggiai la mano
    su una mano

    La tua mano
    mi stringeva.

    Poi tutto è cambiato.



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  • Nutrirsi del male.
    by Stefano Giolo on 7 Febbraio 2008 at 19:27

    Nutrirsi del male.
    Nel bene.
    Nel male.
    Nel vuoto assoluto disperso di mille perché.
    Nutrirsi del male altrui.
    Nasconde il proprio.

    Sfoga.

    Si, mi capita talvolta di nutrirmi del male degli altri, non provocandolo, questo no, mai. Cercando di curarlo, dando quel che posso, se posso.
    Nutrirmi del male altrui cercando di scalfirlo, e scalfendolo scalfire il mio.
    Lentamente.
    Poi quando tutto sarà finito… chissà.
    Chissà quel che sarà sarà.

    Intanto nutrirsi, vivere, essere, condividere, dare, avere.

    Essere.

    Soprattutto essere.

    Soprattutto essere, si.

    Essere.

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  • Àncora – Sogno
    by Stefano Giolo on 3 Febbraio 2008 at 14:23

    Un ultima volta,
    tra le tue braccia,
    un ultima volta nei sogni ancora
    e per sempre resti vivo ogni istante
    sensazione
    ricordo.
    Un’ultima volta ancora per favore
    in quel silenzio
    tra il  calore dei corpi immobili.
    Un ultima notte
    ancora
    sogno.

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  • Cuore
    by Stefano Giolo on 28 Gennaio 2008 at 22:20

    L’ho sentito cadere.
    Ho sentito cadere il cuore.
    L’ho sentito cadere.
    Un vuoto enorme dentro.
    Enorme.
    Un vuoto terribile.

    Poi più niente.

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  • Un ricordo
    by Stefano Giolo on 27 Gennaio 2008 at 17:44

    Essere un ricordo,
    stupendo, dolce, delicato.
    Ma essere un ricordo.
    Nulla di paragonabile a ciò che invece è.

    Essere un ricordo,
    essere forse eterno,
    immortale,
    infinito,
    ma essere un ricordo e non poter più agire.

    Essere solo ciò che si è già stato.
    Per sempre.
    Essere un ricordo
    pieno di sentimento e vuoto di essenza.
    Essere un ricordo e nient’altro.

    Nient’altro
    mentre tu vivi ancora
    ciò che sei,
    ciò che non puoi non essere.

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  • Poesia
    by Stefano Giolo on 20 Gennaio 2008 at 17:37

    20/01/08
    Tutto questo che è stato
    è stato di una purezza candida che è elevazione

    un’elevazione così alta e al contempo profonda,
    così vergine e limpida
    che tutto quel che può essere da quell’istante
    non può che essere bassezza al confronto.
    Impurità.
    Impudicizia per quanto vero e sincero.



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  • Sbagliare
    by Stefano Giolo on 9 Gennaio 2008 at 20:48

    Si, ancora, ogni istante seguo le scelte sbagliate.
    Ancora. Con te e non.
    Il periodo è così e così vada.

    Leggo “Questo Amore” di Prevert, vorrei scrivertelo.
    Non lo farò, scelta giusta probabilmente, sbagliando però a scrivere che lo avrei voluto fare.

    Seguo solo il flusso dei pensieri.
    Sbagliando probabilmente, ma forse ora è meglio siano altri a scegliere per me, io mi siedo un po’, ok?
    Tu vai avanti, non aspettarmi.
    Non lo farai lo so, che lo dico a fare?

    Vai allora, ci sono altri mondi oltre a questo…” (Cit.)

    io me ne sto un po’ qui solo.
    per il resto sia tutto nelle mani del Ka.

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  • Hei me… non sei tu.
    by Stefano Giolo on 8 Gennaio 2008 at 18:54

    Trovare d’un tratto il mondo diverso.
    Guardarsi dentro.
    Chi sono?
    Chi sei tu vorrai dire!?
    Ma io… sono io…
    Non ti conosco.
    ….

    Guardarsi dentro e trovare un altro al tuo posto.
    Chi è?

    Camminargli accanto-dentro-sopra,
    la gente ti guarda in faccia dicendo che sei strano
    e tu vivi….
    …Sentimenti?
    No.
    Emozioni forse.
    O neppure?
    Piattezza.
    Rabbia verso cosa non so, aggressività.
    Piattezza per il resto.

    Prima riuscivi a a fare ciò che è giusto, sfiorare appena la gente, leggervi dentro, porgere la mano e attendere.
    Ora sembra tutto rovesciarsi, tutto andare storto, al contrario.
    Ferire.
    Nessuna sensibilità.
    Incapacità di comprendere.

    Ma chi sei?
    Chi sei tu e cosa ci fa qui dentro?
    E dove sono andato io?
    Ero lì, pronto ad uscire, ero lì col mio sorriso ritrovato, ero lì.
    Ed ora?
    Ed ora dove sono?
    Dove sono-sei andato?

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  • M'accorgo
    by Stefano Giolo on 3 Gennaio 2008 at 15:18

    M’accorgo d’essere un po criptico negli ultimi post.
    Segnali a chi sa, segnali a chi non sa, mancanza di segnali, ma in pratica nulla.
    Non ho scritto nulla.
    Ora sto qui allora, diviso tra due sogni, da un lato un calice di Recioto dall’altro una tazza di Tè alla Cannella fatto in casa, il tè dell’accoglienza si chiamava dove mi hanno insegnato a farlo.
    Solo finalmente, sul divano di casa, una casa deserta, vuota, piena solo dei suoni che ho scelto, degli odori che ho scelto, dei silenzi che ho scelto.
    Il presepe che ancora attende i magi ancora lontani, su di un altro scaffale, l’albero spento.
    Jazz.
    E l’attesa di un sogno, di un altro.
    L’odore di Cannella e di Vino dolce si spandono. Odori da gustare nel tempo ancor molto prima di saggiarne il gusto.
    Gli occhi chiusi.
    E il silenzio, la calma, la tranquillità.

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  • Non sono né un artista né un poeta.
    by Stefano Giolo on 23 Dicembre 2007 at 17:48

    Non sono né un artista né un poeta.
    Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo,
    ma non sono in sintonia
    con i miei giorni e le mie notti.
    Sono una nube,
    una nube che si confonde con gli oggetti,
    ma ad essi mai si unisce.
    Sono una nube,
    e nella nube è la mia solitudine,
    la mia fame e la mia sete.
    La calamità è che la nube, la mia realtà,
    anela di udire qualcun altro che dica:
    “Non sei solo in questo mondo
    ma siamo due, insieme,
    e io so chi sei tu”

    Kahlil Gibran



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  • Selva di Cadore: immagine
    by Stefano Giolo on 19 Dicembre 2007 at 18:35

    Freddo,
    gelo.
    e vuoto.
    Eppure in lontananza i colori del calore del ricordo del tempo.
    Vaghi tratti delle nubi rosse che lasceranno sempre traccia in questi luoghi.
    E altrove.
    E dentro.
    Aspetto, niente altro che aspetto forse, ma aspetto.
    Aspetto un ancora.
    Aspetto un appiglio
    vago tra monti
    nelle albe vago
    impreciso nell’aspetto.
    Ma sto qui.
    Ancora.

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  • Selva di Cadore
    by Stefano Giolo on 18 Dicembre 2007 at 06:19

    Ho fatto una strana vacanza.
    Dovevi esserci tu e non c’eri dove ti ho conosciuta.
    C’erano amici, gente nuova, gente vecchia.
    Scout, gente comune.
    Mondo al rovescio.
    Parlare con serietà con il più casinista ed apparentemente superficiale.
    Filosofia, vita.
    Sciare bene su monti senza neve, vedere monti.
    Non avere carta su cui scrivere ed avere da scrivere mille parole.
    I Pink Floyd. Immergersi totalmente i Shine Your Crazy Diamond

    Shine On You Crazy Diamond (parts I-V)

    Remember when you were young, you shone like the sun.
    Shine on you crazy diamond.
    Now there’s a look in your eyes, like black holes in the sky.
    Shine on you crazy diamond.
    You were caught on the cross fire of childhood and stardom,
    blown on the steel breeze.
    Come on you target for faraway laughter, come on you stranger,
    you legend, you martyr, and shine!

    You reached for the secret too soon, you cried for the moon.


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  • Nubi
    by Stefano Giolo on 4 Dicembre 2007 at 09:04

    04/12/2007

    Nubi

    Spostai le nubi e i cieli in quei giorni
    perché tutto fosse perfetto.
    Spostai la luna con l’aura
    ma ero solo una nube passeggera e già scompaio all’orizzonte
    rarefatto dal tuo sole.
    Pioverò lontano.


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  • Zaino
    by Stefano Giolo on 1 Dicembre 2007 at 12:16

    01/12/2007

    Zaino

    Svuotare lo zaino che gira per casa da settimane,
    pronto.
    Pronto a partire.
    Svuotare lo zaino e rimetterlo a posto,
    lo zaino che ho riempito l’ultima definitiva volta prima d’incontrarti.

    Ti incontrai e non fu più l’ultima.

    Svuoto uno zaino pieno di te.
    Pieno di me.

    Lo svuoto e resta pieno
    di me
    di Te.

    Resto in attesa però.
    Estote parati.



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  • Sogno
    by Stefano Giolo on 24 Novembre 2007 at 02:41

    24/11/2007

    Sogno

    Incontro ancora la tua anima
    nei sogni
    in istanti in cui chiudo gli occhi e vedo

    i tuoi occhi
    il tuo volto

    sorrido al bene che sei,
    che mi hai dato,
    sperando tutto questo sia una goccia -portata dal vento- d’un mare che sarà

    quando
    dove
    perché

    Ma se la vita è un sogno attenderò finché diventi realtà

    sfiorare ancora una volta le tue labbra
    -scambioscontroconfrontointeriore-
    sentendo attraversare la mia anima dalla tua e mescolarsi
    mescolarsi come terre
    creare colori nuovi ogni volta,
    gradazioni, toni, luci ed ombre,
    e mescolarsi ancora in combinazioni infinite.



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  • Il nulla
    by Stefano Giolo on 20 Novembre 2007 at 20:22

    Un silenzio scambiato non è come un silenzio mantenuto.

    Sono più spento, freddo, lontano da un po’, è vero. Non scrivo sul BLog, non studio.
    Parlo poco.
    Si.
    Tornerò.

    Tornerai?


    30/07/2006
    Istanti distanti

    Ci sono istanti
    tra un pensiero e il successivo
    tra una fine e un inizio
    istanti tra un durante e un dopo

    sono istanti che lasciano la sensazione del ricordo
    tra i ricordi delle sensazioni vissute.
    Ci sono istanti come questo
    istanti distanti
    e ricordi d’istanti che non morranno.
    i sono momenti

    Continuerò a sognare ciò che ho sempre sognato
    “Hold fast to dreams, For if dreams die, Life is a broken-winged bird that cannot fly, Hold fast to dreams, For if dreams go, Life is a barren field, Frozen with snow” “Attaccati ai sogni,perche se i sogni muoiono la vita è un uccello dalle ali spezzate ke nn puo volare. Attaccati ai sogni, perche se i sogni se ne vanno, la vita è un campo ghiacciato, gelido sotto la neve”

    -langston hughes-

    La vita è un sogno, fanne realtà.


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  • Siate il meglio
    by Stefano Giolo on 17 Novembre 2007 at 11:53

    Siate il meglio

    Se non potete essere un pino
    sulla vetta del monte
    siate un cespuglio nella valle,
    ma siate il miglior piccolo cespuglio
    sulla sponda del ruscello.

    Siate un cespuglio
    se non potete essere un albero.
    Se non potete essere una via maestra,
    siate un sentiero.

    Se non potete essere il sole
    siate una stella,
    non con la mole vincete o fallite.

    Siate il meglio di qualunque cosa siate.

    Cercate ardentemente di scoprire
    a che cosa siete chiamati,
    e poi mettetevi a farlo
    appassionatamente.

    Martin Luther King da La forza da Amare

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  • Cascata
    by Stefano Giolo on 28 Settembre 2007 at 13:48

    Labbra.
    Nel silenzio
    attese un’istante infinito
    Brevemente lungo avvicinarsi
    un tocco,
    lieve
    dolce,

    anime che d’improvviso scorrono l’una nell’altra
    come liberate d’improvviso in un tocco
    scorrono veloci in un tocco

    Un altro
    dolce.

    E ancora.

    E scoprire ancora e ancora e ancora,
    e mescolarsi di sensazioni nuove
    inaspettate forti
    e ancora volti,
    occhi a guardarsi negli occhi,
    e cascate
    e luci
    e mondi
    e universi
    e ancora
    e ancora

    e…. e poi…
    e poi attendere ancora sognando quel tocco inaspettato.

    28/09/2007

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  • Ritorno.
    by Stefano Giolo on 24 Settembre 2007 at 16:40

    Perderei tutto per non perdere quel che perdo ma non servirebbe che a perdere tutto.

    Cado.

    Come da copione.

    Troverò di nuovo equilibrio una volta a terra.
    Di nuovo.
    Come da copione.

    Tutto ora torna mio e di nessun altro.
    Nessuno con cui condividere.

    Torna il nulla.
    Torna il vuoto.

    Continua a leggere

  • Tra il verde acqua e la terra
    by Stefano Giolo on 9 Settembre 2007 at 17:56

    Silenzio.
    Paura.
    Silenzio ancora,
    poi lentamente
    parole, parole, parole ancora
    in mare aperto tra flutti e il sole.

    E poi silenzioso il sorriso si avvicina,
    lentamente in attesa
    sogno
    lentamente

    Scocca l’istante tra il verde acqua e la terra
    fiori rossi,
    scontri
    incontri.

    Lentamente, dolcemente forte.

    E vuol dire tutto, e non vuol dire nulla
    ed è un sogno ed è realtà e non è un sogno ne realtà.
    Dolce però,
    stupendo.
    Dolcemente forte.

    Sorrido.

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  • Cresce
    by Stefano Giolo on 25 Agosto 2007 at 12:22

    Osservarti.
    Osservare il tuo sguardo osservare il mio.
    Osservare il mio sguardo osservare il tuo che osserva il mio.
    Osservare il tuo sguardo che osserva il mio che osserva il tuo che….

    Osservare nel silenzio di momenti lunghi ore.
    Osservare.
    Stare immobile mentre il pensiero si avvicina.
    Cosa ti va di fare?
    (lo sai, lo so) Non so. A te?

    Osservare e vivere di pienezza quel che c’è da vivere in attesa di quel che ci sarà da vivere.

    E camminare accanto all’acqua,
    e respirare il cielo a pieni pomoni
    e scorrono le note
    piano
    forte
    scorrono dentro.

    I cigni nuotano e la luna li osserva, ci osserva
    mentre qualcosa cresce lentamente
    dentro

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  • Ricordo bene il suo sguardo.
    by Stefano Giolo on 22 Agosto 2007 at 13:17

    Ricordo bene il suo sguardo.
    Attraversa ancora la mia anima
    Come una scia di fuoco nella notte.
    Ricordo bene il suo sguardo. Il resto…
    Sì, il resto è solo una parvenza di vita.

    Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona.
    Ho guardato le vetrine spensieratamente
    E non ho incontrato amici con i quali parlare.
    D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste,
    così triste che mi è parso di non poter
    vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi,
    ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo e questo è tutto.

    Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona.
    Mi duole vivere in una situazione di disagio.
    Debbono esserci isole verso il sud delle cose
    Dove soffrire è qualcosa di più dolce,
    dove vivere costa meno al pensiero,
    e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole
    e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali
    né al giorno del mese o della settimana che è oggi.



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  • Il mio passato
    by Stefano Giolo on 22 Agosto 2007 at 13:02

    Il mio passato

    Spesso ripeto sottovoce
    che si deve vivere di ricordi solo
    quando mi sono rimasti pochi giorni.
    Quello che e’ passato
    e’ come se non ci fosse mai stato.
    Il passato e’ un laccio che
    stringe la gola alla mia mente
    e toglie energie per affrontare il mio presente.
    Il passato e’ solo fumo
    di chi non ha vissuto.
    Quello che ho già visto
    non conta più niente.
    Il passato ed il futuro
    non sono realtà ma solo effimere illusioni.
    Devo liberarmi del tempo
    e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo
    che questo meraviglioso istante.

    Alda Merini



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  • Sospeso
    by Stefano Giolo on 12 Agosto 2007 at 17:42

    Sospeso in volo verso cosa non so.
    Resto.
    Volo.
    Sospeso.
    Sto.

    “Non pensare.
    Non farlo.”

    “Vola e non pensare cosa c’è sotto.”

    Aspetto.
    “Aspetta. E poi fallo. E sorridi intanto.”
    Sorrido.

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  • Nubi Rosse
    by Stefano Giolo on 5 Agosto 2007 at 22:50

    Verdi falene volano
    sotto nubi rosse, variegate più lunghe o corte,
    Volano su rossi fiori.
    Essere o non essere?
    Quanto distano essere e non essere?
    Non eravamo nulla io e te non contavamo nulla, eppure eravamo in due a non contare.
    Eravamo in due.

    Ci sono istanti tra un pensiero e il successivo,
    tra una fine e un inizio
    istanti tra un durante e un dopo
    sono istanti che lasciano la sensazione del ricordo
    tra i ricordi delle sensazioni vissute
    ci sono istanti come questo
    istanti distanti
    e ricordi d’istanti che non morranno.

    E mentre verdi falene ruotano attorno al mio zenith, e il vento muove rosse nubi variegate di ricordo ringrazio e mi inchino a chi non conta, sotto il ricordo di quella luna, di quelle stelle, delle tante parole, dei lunghi silenzi densi.

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  • Il lungo addio.
    by Stefano Giolo on 20 Luglio 2007 at 22:38

    Tanti anni fa, ero in prima superiore ho letto da un mio amico “Il Lungo Addio”, Dylan Dog n°74. Stupendo, una storia d’amore veramente bella. Contiene una poesia stupenda, questa:

    …e lunghe ore a ingannarci così
    a dire lui e lei, sempre gli altri
    e i palliativi sono sempre tanti
    per non ammettere che siamo qui
    e Charlie Brown e Mafalda e la scuola
    storie un po’ vere a volte inventate
    nei pomeriggi d’inverno e d’estate
    di strani voli su una parola

    Quando cantavo plaisir d’amour
    tu mi guardavi e ridevi più forte
    non lo capivi che ti facevo la corte
    o forse capivi e la furba eri tu
    e mi hai sospeso su un filo di lana
    e mi ci terrai ancora per molto
    giovane amore, fiore non colto
    o forse si, ma da un’altra mano

    E chi lo sa se anche tu mi vuoi bene
    a volte credo di esserne certo
    a volte invece sembra tutto uno scherzo
    fuggono gli occhi come falene
    amica mia sorella speranza
    quello che vuoi io non ti dirò
    quello che voglio non sentirò
    quello che c’è dietro l’indifferenza

    e tutto è morto e tutto è ancor vivo
    e solamente tutto è cambiato
    quello che provo l’ho sempre provato
    e credo ancora in ciò in cui credevo
    e il fiocco nero è l’unica cosa
    che mi è rimasta con la malinconia
    ma insieme a questa stanca anarchia
    vorrei anche te, amica mia

    ma dimmi tu non è meglio così?

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  • Il mondo di laggiù
    by Stefano Giolo on 12 Luglio 2007 at 18:05

    Tutto inizia in un parcheggio sterrato al bordo del lago.
    Di fronte solo il lago, l’acqua calma che ondeggia lieve, la superficie che riflette il mondo.
    In fondo, dietro al lago i monti, alti, grandi, le luci dei paesi, delle città che pian piano cominciano ad accendersi, il cielo rosso che inizia a imbrunire, il sole che sta scendendo dietro ai monti lentamente.
    Tutto inizia lì.
    Nel silenzio, con nessuno attorno.
    Poi cominciano i preparativi, tirare fuori l’attrezzatura, prepararla, montarla, controllare che tutto funzioni a dovere.
    Ne va della tua vita ovviamente, e di quella dei tuoi compagni.
    Vestirsi.
    Entrare lentamente in acqua.
    Scendere nel mondo di laggiù.
    Un altro mondo.
    Sotto solo il silenzio, qua e là talvolta la corrente fa sbattere qualche sasso, ma non oggi, solo il suono delle bolle che salgono.
    Il buio.

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  • Le cose cambiano
    by Stefano Giolo on 7 Luglio 2007 at 20:22

    Sono solo a casa, da qualche giorno, ancora per diversi giorni.
    La casa deserta, girando per la casa ci sono diversi mondi.
    Camera mia sconvolta, disfata, in disordine, il letto sfatto.
    Il salotto in ordine, pronto ad accogliere.
    La cucina in fermento, ordinata, pulita ma con ancora il profumo del cibo appena cucinato, ho preparato il panino per domani, con la cotoletta e l’insalata, ho preparato la cena, carne cotta ai ferri col vino rosso, verdura.
    Le tartarughe ed i pesci che mangiano felici, l’orto bagnato e sistemato.
    Camera mia in disordine.
    Mondi. Mondi distinti.
    Il mio mondo dentro, quello che vedo io, e i mondi esterni.
    Ascolto ad libitum “Alessandra” di Biagio Antonacci, di quando Biagio era un po’ più… vero forse.
    Non ha nulla a che fare con il mio stato d’animo ma è sempre stata una canzone di “pausa” di riflessione.

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  • Pinie und Blitz (Il pino e il fulmine)
    by Stefano Giolo on 5 Luglio 2007 at 19:07

    Il pino e il fulmine
    Alto crebbi su uomini e animali
    se parlo, con me nessuno parla

    Io crebbi troppo solo e troppo alto..
    Aspetto: ma che cosa aspetto mai?

    Troppo vicine le nubi si addensano.
    io non aspetto che la prima folgore.


    Pinie und Blitz
    HOCH wuchs ich über Mensch und Tier;
    Und sprech ich- niemand spricht mit mir.

    Zu einsam wuchs ich und zu hoch-
    Ich warte: worauf wart ich doch?

    Zu nah ist mir der Wolken Sitz,-
    Ich warte auf den ersten Blitz.

    -F.Nietzsche-

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  • Iris.
    by Stefano Giolo on 4 Luglio 2007 at 13:42

    Incontri.
    Quando non ti aspetti di incontrare.
    Incontri.
    E scontri anche, un po’.
    Chiarezza.
    L’ilarità poi scorre un po’ nelle vene, nel bene e nel male, con i suoi pro e i suoi contro.
    Mi guardano. Pazzo? Sei strano. Stranamente vivo.
    Non che sia morto di solito, è chiaro.
    Ma vivo.
    Cambia l’entusiasmo, muta,
    circondato da nuovi vecchi amici e vecchi nuovi amici il mondo muta.
    Mi giro intorno e guardo nuovi colori spandersi nel cielo del nulla che mi circoda.
    (Circondava?)
    Luci, semafori mai rossi ed iris blu.
    Già mi affeziono -troppo presto?- a queste immagini e colori,
    scivoleranno via sulla mia pelle come il passato lontano o lasceranno segni come fossi una tela formando un quadro d’immagini inaspettate e belle?
    Vivo di emozioni, ho sempre vissuto di emozioni,
    e in questi giorni vivo più di altri giorni.

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  • Il cammino.
    by Stefano Giolo on 24 Giugno 2007 at 21:00

    La vita.
    Non è forse un cammino, interiore ed esteriore?
    Oggi, ieri, ho camminato molto, viaggio esteriore ed interiore.
    Con amici.
    La fatica, il sudore che scende, la tua acqua che finisce, un amico ti porge la sua, e si riprende, ancora, in salita, dove non vedi nulla, dove pian piano cominci a veder e il panorama di ciò che hai passato dietro, dove poi cominci a veder finalmente una meta.
    E poi sei lì. Chi ha camminato sul serio e faticato, chi per un motivo o l’alto ha preso la seggiovia, che importa?
    Sei lì, lassù. E con gli altri puoi ridere del mondo, di quei puntini accaldati che neppure riesci a scorgere là lontano, tra il lago ed altri monti, nella pianura sconfinata, ovunque attorno a te, ma sotto di te.
    E osservare lontano il mondo che hai abbandonato, almeno per un po’, osservarlo con attorno Il “Nessun dorma” che impera.


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  • Incontri
    by Stefano Giolo on 20 Giugno 2007 at 11:16

    A volte stai camminando nel nulla, nella paura di tutto e di niente, ti giri e stancamente e lentamente di lato e vedi qualcosa, qualcuno.
    Poi ti senti a tuo agio,
    poi sorridi e ti rilassi.
    E poi?
    Scorderai, vivrai, o forse cadrai.
    O forse neppure queste tre cose.
    La vita prosegue comunque ma da un lato restano colori soffusi nel vuoto che è un po’ meno vuoto.

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  • Stanotte
    by Stefano Giolo on 10 Giugno 2007 at 10:29

    Ti ho sognata questa notte.
    Si, è vero, è stata una notte di sogni strani, ho sognato anche di essere a scuola, tra l’altro in un’altra città, ma ti ho sognata.
    Perché? Come fossi rifugio, dolcezza in cui riposarsi dopo la confusione dei giorni passati.
    Ti ho sognata. Te.
    Vorrei specchiarmi in te, fata.
    E non ricordo nulla del sogno se non che stavo bene.

    Poi d’un tratto mi sono svegliato.

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  • Contrapposizioni …..infine ecco la "fine".
    by Stefano Giolo on 14 Maggio 2007 at 11:02

    Contrapposizioni, Il Filo Edizioni è il mio primo libro edito. Vincitore di una targa e un diploma di merito al Premio Internazionale di Poesia “San Domenichino” Città di Massa è in fine giunto a scadenza del contratto.

    Sarà reperibile nelle principali librerie di Verona (in particolare da Gheduzzi e al Gelso) e ordinabile in tutte le librerie italiane ancora per qualche settimana e poi non ne sarà più garantita la reperibilità.

    Dalla Prefazione:
    Stefano Giolo osserva la vita attraverso un caleidoscopio di poesia che riporta le immagini di un mondo complesso. La vita appare nei suoi versi come il teatro dalle apparenti contraddizioni, in un palcoscenico di carta Stefano Giolo mette in scena l’assurdo che regola la percezione dell’essere ingabbiandola a priori in griglie di senso prestabilite. Una silloge fatta di vetri che come echi di pensieri s’infrangono nell’anima riflettendo e ricomponendo una realtè nascosta, della quale egli tenta di rivelare le profonde contraddizioni intrinseche ai diversi punti di osservazioni che si decide di adottare per comprenderla.



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  • Facciamo un giochino
    by Stefano Giolo on 4 Maggio 2007 at 13:05

    Cari i miei “numerosissssssimi” e “affezionatissssimi” lettori, facciamo un giochino.
    Fingiamo ad esempio che questa mattina mi sia arrivata una proposta editoriale. Io ho scritto tante cose negli ultimi anni, alcune di qualità decente alcune che onestamente non varrebbero una pubblicazione cartacea. Fingiamo mi propongano carta bianca sul “sa pubblicarsi”, e supponiamo pure che io abbia pure pochi giorni per decidere il materiale da mandare.
    Cosa potrei pubblicare? Una delle sillogi già “preconfezionate” (Luna nuova, Rupe, Dei Sassi Della Riva Dell’Adige, Ritratti ovviamente riveduta, ripulita e corretta prima della pubblicazione), una commistione tra le varie sillogi con i pezzi di qualche tematica particolare, un nuovo percorso con alcuni dei pezzi migliori tirati fuori qua e là, una raccolta senza alcun filo conduttore?


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  • L’Ombra di Edgar
    by Stefano Giolo on 13 Aprile 2007 at 18:17

    Ognuno di noi accaniti lettori ha qualche autore a cui è particolarmente legato, fin da piccolo quando al compleanno un’amica mi ha regalato “Il Corvo ed altre poesie” di Edgar Poe io sono stato affascinato da questo grandissimo poeta. Edgar Poe. Allan è un secondo nome aggiunto per ricordarne il legame al patrigno che non lo trattò mai eccessivamente bene e che tentò di frenarlo nei suoi interessi artistici.
    Poe è stato conosciuto principalmente e commercialmente per i suoi racconti horror, racconti che hanno insita una forma di malattia, di oscurità, un genio del thriller psicologico a dire il vero, più che dell’Horror, perché ha ben poco a che fare con ciò che chiamiamo Horror oggi, non vi sono mostri, sangue, violenza, ma solo atmosfere, immaginazione, psicologia.
    Ma non è questo che mi fa amare Eddie ma la poesia.



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  • Grazie
    by Stefano Giolo on 16 Febbraio 2007 at 18:04

    Ho appena ricevuto una chiamata dalla mia insegnante di italiano del biennio superiore!
    Sono sempre felice quando mi chiama, la cito sempre, lei, Assunta, quando parlo in pubblico di ciò che scrivo, è bello sentire la sua stima, il suo affetto, la sua accoglienza quasi come un figlio (questo è un climax!! Mi ricordo che è stata una delle prime cose che mi ha corretto!!!). In questi ultimi giorni nonostante le vendite non eccellenti (almeno tra i conoscenti) del mio libro, e nonostante l’imminente scadenza del contratto con la casa editrice (però ho in cantiere nuovi progetti… speriamo…) ho diversi rinnovi della stima rispetto a ciò che scrivo, e questo non può che rendermi orgoglioso.
    Lei, zia Petunia, e altri stanno indirizzando i loro giovani virgulti scrittori verso di me perché io possa dargli consigli (mmmm….

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  • La Lettera d’amore
    by Stefano Giolo on 14 Febbraio 2007 at 22:55

    In questo istante ho ho finito di leggere “La Lettera d’amore” di Cathleen Schine.
    Bello. Davvero Bello.
    Non posso anticiparvi nulla perché già vi rovinerei il colpo di scena, posso però dirvi che parla di una storia d’amore davvero molto molto bella.
    Non è per nulla smelenso, è ricco di una stupenda ironia, talvolta un po’ cinica forse.
    La protagonista è una Donna davvero stupenda, forte e sicura ma che nello scontro con l’amore riscopre tutta la sua fragilità.
    Mi par strano parlare di un libro d’amore, ma è davvero, davvero bello, e soprattutto ben scritto.
    Lo consiglio vivamente.

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  • da "l'Arena"
    by Stefano Giolo on 22 Settembre 2006 at 08:42

    La silloge del giovane musicista alla Gheduzzi «Contrapposizioni» nella poesia di Giolo Prima di tutto il ritmo. Chissà se è un caso che il giovanissimo Stefano Giolo, veronese, classe 1982, suoni il sassofono nel gruppo latin rock jazz «Raku Quintet»: la sua prima prova poetica, intitolata «Contrapposizioni» (Edizioni Il Filo, pp. 103, euro 12), sembrerebbe proprio smentire la casualità. Si tratta infatti di un’agile raccolta dai tempi più vari che si caratterizza e che trova il suo elemento unificante nella musicalità: intesa non nel senso di una scelta metrica precisa, quanto come «orecchio», come naturale talento che il giovane poeta rivela nell’accostamento di termini che, vicini, producono di per sé una suggestione. Ce lo lascia intendere del resto l’autore stesso, nel capitolo VIII, che si intitola «Poesia. Per me».

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  • Reading poetici e presentazione di "Contrapposizioni"
    by Stefano Giolo on 6 Settembre 2006 at 16:09

    Venerdì 22 settembre avrò l’opportunità grazie alla libreria Giubbe Rosse di presentare il mio libro “Contrapposizioni”, presentazione nella quale spiegherò come è stato costruito e di conseguenza come andrebbe letto per comprenderne a pieno i dettagli, ovviamente sempre lasciando totale e libera interpretazione al lettore. Leggerò alcuni pezzi e sarà possibile acquistare copie del libro.

    Il 25 settembre invece sarà organizzata alle 21 al “Caffè X te” di via Pallone una serata di reading poetici. In tale ambito avrò occasione di leggere una quindicina di pezzi provenienti dalle mie principali raccolte quali Ballerina, Dei sassi della riva dell’Adige, Contrapposizioni, Rupe, e Luna Nuova. Durante la serata verranno presentati oltre a me alcuni altri poeti della zona.

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  • Premio internazionale di pesea "San domenichino – Città di Massa"
    by Stefano Giolo on 5 Settembre 2006 at 17:38

    Ho vinto il mio primo premio letterario!!! Al premio internazionale di poesia “San Domenichino – Città di Massa”
    Purtroppo per una serie di problemi contingenti non sno riuscito a presenziare alla presentazione ufficiale e quindi ho dovuto accontentarmi di farmi spedire a casa il premio e i vari articoli i giornale correlati.
    Ho vinto un “Diploma d’onore”

    e una “Targa di merito”

    sono davvero felice di avere avuto questa fortuna! Tra gli altro i partecipanti erano sugli 800 poeti e il mio libro è svettato tra tutti questi!
    Non credo vincerò mai un altro premio quindi sono molto orgoglioso di questo riconoscimento. Le acque ultimamente si stanno un po’ smuovendo, sto riuscendo a presentare o leggere qualcosina anche se putroppo tra pochi mesi scadrà il contratto con la casa editrice de da quel momento… chi può dire cosa potrà accadere?

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  • La mia prima targa di merito!!!!
    by Stefano Giolo on 24 Giugno 2006 at 09:22

    Mi è appena arrivata la notifica che ho vinto la mia prima Targa con Diploma di segnalazione di mertito per opera prima con “contrapposizioni”!!!
    Evvai!!!!!
    Son troppo contento!

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